Il leghista con la pistola

di Barbara Fois - liberacittadinanza.it - 24/07/2021
Legittima difesa o licenza di uccidere? Il caso dell’omicidio a Voghera

Fino a qualche giorno fa la cittadina di Voghera (antica Iria), nel nostro immaginario era legata alla indimenticabile, leggendaria “casalinga di Voghera”, che qualcuno lega alla scrittrice di romanzi rosa Carolina Invernizio, che appunto era cittadina iriense e scriveva dei racconti molto popolari, banalotti e a un livello culturale assai modesto. Non sto a tediarvi sui vari dibattiti letterari a proposito dell’invenzione e attribuzione di questa figura - fra Alberto Arbasino e Beniamino Placido – che riguarda e si riferisce ad una simpatica “signora qualsiasi”, di pochi studi e un po’ boccalona, perché stavolta quel che succede a Voghera non fa sorridere, neanche un po’.

I fatti, i personaggi

L’altro giorno il leghista Massimo Adriatici, originario di Voghera, assessore alla Sicurezza (!) del comune dall’ottobre del 2020, ex poliziotto e titolare di uno studio di avvocatura molto noto, ha ucciso con un colpo di pistola un immigrato marocchino, certo Youns El Boussetaoui. A questo punto, mentre si sa tutto sull’omicida, poco si sa sulla vittima, anche perché la parte leghista lo ha dipinto come un delinquente extracomunitario, mentre la sorella della vittima dice che aveva la cittadinanza italiana, che era una persona per bene che non aveva mai fatto male a nessuno e che da un paio d’anni stava male, per una forma depressiva grave, per cui era stato anche ricoverato.

6094465_2124_youns.jpg 

Sta di fatto che i due hanno avuto a che dire davanti a un bar, ma non possiamo vedere le immagini, perché la telecamera del bar era, ma guarda che combinazione, orientata verso un'altra direzione. Poche le testimonianze dirette e di gente molto distratta, ma c’è un piccolo filmato di una telecamera di un palazzo di fronte, ma purtroppo proprio il momento dello sparo è fuori inquadratura. Così abbiamo solo la testimonianza di chi ha sparato e che dice che è stato spintonato, colpito, è caduto e la pistola ha sparato da sé e ha centrato il cuore (!!) della vittima. Ma pensa un po’ questa pistola che mira che ha avuto e ha fatto tutta da sola!….

Non c’è bisogno di essere degli appassionati di letteratura poliziesca, di leggere i “gialli” e vedere serie TV di detective story per capire che il racconto del leghista è pieno di “buchi” e farsi almeno un po’ di domande: la pistola era nella tasca o l’aveva in mano? E perché l’aveva in mano, visto che l’altro era disarmato? E come mai l’arma ha sparato? Aveva un proiettile in canna? Era senza sicura? E come mai, visto che il signore in questione era un poliziotto e dunque di armi era un esperto? Vi segnalo a questo proposito un articolo di Andrea Bucci del 20 luglio 2018, intitolato: La leggenda metropolitana delle armi che sparano da sole, di cui alleghiamo il link in coda all’articolo, ma già dal titolo si capisce bene come oggi non sia possibile che un’arma spari casualmente, “da sola”.

Del resto non ci sono dubbi sul perché l’Assessore leghista sostenga questa versione, perché sa benissimo che non c’erano i termini per una difesa così estrema, soprattutto perché, lo ripetiamo, la vittima non era armata. Del resto lui stesso recentemente “… in un'intervista alla Provincia Pavese del 29 marzo 2018 affermava che "l'uso di un'arma deve essere giustificato da un pericolo reale, per la persona che la usa, per le sue proprietà o quelle altrui. Ma questo non significa farsi giustizia da soli. La legittima difesa si configura se sparo per evitare che qualcuno spari a me, o non ci sono altro mezzi per metterlo in fuga ed evitare che rubi. Sparare deve essere l'extrema ratio, l'ultima possibilità da mettere in atto se non ne esistono altre". Inoltre dal suo Profilo Facebook risulta essere docente di diritto penale e procedura penale alla Scuola allievi agenti Polizia di Stato di Alessandria, dunque sa bene cosa deve fare e dire in una circostanza come questa. Ed è così che invece di essere imputato di omicidio volontario, come si prospettava inizialmente, ora è agli arresti domiciliari, imputato di eccesso colposo di legittima difesa.

Questa legge sulla legittima difesa, così fortemente voluta dalla Lega, andrebbe rivista e riscritta o meglio ancora abrogata, in modo che i privati non abbiano accesso alle armi con troppa facilità. Del resto l’Adriatici è stato definito da alcuni iriensi come uno “sceriffo”, che continua a fare il poliziotto pur non essendolo più e raccontano come sia salito all'onore delle cronache locali per iniziative contro la cosiddetta "malamovida", come l'abuso di sostanze alcoliche nelle ore serali.

Leggiamo sul Messaggero “I clienti del bar, intervistati, si dividono tra chi descrive la vittima come «uno capace solo di andare in giro a spaccare vetrine e a dare fastidio» e altri che parlano di Adriatici come di «uno sceriffo, che aveva smesso di fare il poliziotto, ma lo faceva ancora e aveva preso di mira Musta», soprannome del 39enne, «che spesso chiedeva solo qualche soldo».” E più oltre leggiamo: «Un tempo lavorava - proseguono -: ha una moglie e un figlio e il padre a Novara». Nell'ultimo periodo, raccontano ancora, «in strada come senzatetto, soprattutto dopo che era morta sua madre». “. Sua sorella chiede giustizia, anche perché l’autopsia è stata fatta senza avvisare i familiari e senza che ci fosse presente un legale della famiglia.

I commenti, la politica

E adesso assisteremo quasi certamente a un processo mediatico contro la vittima: ha già cominciato questo linciaggio un certo Angelo Ciocca, eurodeputato leghista "Quanto accaduto a Voghera, in un locale non lontano dal centro, è un chiaro episodio di legittima difesa" e continua inventandosi una balla incredibile “Se non fosse stato per un uomo lì presente, assessore leghista, già appartenente alle forze dell'ordine in passato - aggiunge - pronto a intervenire a difesa di una ragazza molestata da un marocchino, probabilmente ora staremmo parlando di una violenza su una ragazza innocente. Certo, la morte di una persona è sempre da scongiurare, ma la dinamica è senza dubbio di legittima difesa e l'augurio è che ancora una volta non si strumentalizzi politicamente quanto accaduto. Potersi difendere è sempre un diritto legittimo". 

Naturalmente Matteo Salvini si è tuffato a pesce sul caso, dal suo trespolo Facebook: "Sui fatti di Voghera, nessun far-west: si fa strada l'ipotesi della legittima difesa. Parliamo di un docente di diritto penale, funzionario di polizia, avvocato penalista noto e stimato in questa bella città in provincia di Pavia, vittima di un'aggressione. Accidentalmente è partito un colpo che purtroppo ha ucciso un cittadino straniero. Ho sentito che da sinistra e dal Pd ci chiedono prese di distanza, ma prima di condannare una persona per bene che si è vista aggredita e che avrebbe reagito aspettiamo la ricostruzione dei fatti". Naturalmente il leghista era l’uomo per bene, l’altro era solo un marocchino che rompeva le scatole, brutto, sporco e cattivo. E’ morto?Ehhh, pazienza! D’altra parte si tratta solo di una legittima difesa: se non lo si fermava, chissà cosa avrebbe potuto fare!

Davvero di questi miserabili, ottusi e bugiardi razzisti non se ne può più.

 images (4).jpg

Intanto Adriatici è a casa sua, ai domiciliari e non si sa cosa ne verrà fuori da questa vicenda. Si tratta di un potente locale e di un “poverazzo”, come direbbe Camilleri, oltre tutto straniero: indovina come finisce…

Mai come in questo momento il mondo è diviso fra i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, fra chi non ha più niente e chi spende una fortuna magari per far finta di essere un astronauta e paga 250mila dollari per dieci minuti nello spazio. Le fabbriche chiudono, alla faccia della grande ripresa economica, ai soldi dell’Europa, ai “ristori” e agli aiuti sbandierati e strombazzati dagli ultimi governi. C’è gente che non sa se domani riuscirà a nutrire i suoi figli, a vestirli e a mandarli a scuola e chi non ha nemmeno la casa: se l’è portata via una alluvione, una tromba d’aria, un incendio o qualche altra catastrofe “naturale”… e con tutto quello che vediamo ogni giorno dappertutto nel mondo, al G20 sull’ambiente, il tema più importante, quello che riguarda i combustibili, è stato rimandato alla prossima riunione dei premier…

Cari amici e compagni, i miracoli non esistono e questo lo sapevamo da sempre, ma qui pare esistano solo sventure, sciagure, disastri, calamità e disgrazie, condite da una pandemia che sembra sapersi adattare e mutare in modo velocissimo. In questa sorta di Apocalisse, le piccole o grandi e perfino drammatiche storie individuali, non contano più nulla. E nemmeno contano i desideri e i bisogni della gente: guardate cosa sta avvenendo a Tokio: i giapponesi non volevano queste Olimpiadi, avevano paura dei contagi, ma il governo si era impegnato, aveva fatto grandi spese per costruire il villaggio olimpico e gli stadi, le piste, le piscine per le gare e gli alberghi e tutte quelle strutture che devono accogliere atleti e turisti. Ma adesso tutti quegli edifici, locali e strutture sono vuoti e non ci sono turisti che potranno ripagare i debiti fatti per realizzarle. E allora non era meglio annullare tutto? Ma gli interessi dei pochi che decidono ha vinto sul volere dei molti che subiscono. Il Giappone farà la fine della Grecia? Speriamo di no, ma naturalmente chi pagherà di più saranno i cittadini giapponesi. Ecco, questo volevo dire: i cittadini, ovunque, sono stati espropriati del loro potere decisionale, che si è raccolto nelle mani di pochi: politici e super ricchi e potenti, che sono i loro padroni. Il volere dei cittadini non conta niente, figurati quello di un povero extracomunitario, senza un centesimo, senza fissa dimora e per giunta mentalmente instabile.Non c’è partita.

Ma noi fino a quando resteremo a guardare? 

Barbara Fois

 

https://www.safetysecuritymagazine.com/articoli/la-leggenda-metropolitana-delle-armi-che-sparano-da-sole/

Questo articolo parla di:

archiviato sotto: ,