Un mese fa in pochi si erano accorti della sua esistenza. Beh, forse esagero, almeno i parenti più stretti di sicuro sapevano chi fosse, ma gli altri? Qualcuno della RAI ha pensato bene di invitarlo al Festival di Sanremo… ormai il servizio pubblico lo è solo a favore della destra ed i suoi funzionari cercano sempre di piazzare qualcuno della loro parte: Pino Insegno docet. ( https://andreadesideri.it/in-pino-veritas-perche-insegno-non-funziona-piu-in-tv/) Insegno ha avuto l’occasione che voleva e che chiedeva e ha fatto un flop di proporzioni bibliche. Eppure di talento ne ha… figuriamoci uno che avesse solo volgarità, protervia e maleducazione!
Ma torniamo al caso Pucci: il comico, appena nominato come co-conduttore della terza giornata del Festival di Sanremo, è stato aggredito e insultato sui social. Chi la fa l’aspetti, direbbe qualcuno, ma in realtà è quello che normalmente accade sui social, spesso centrali di odio, vomitori di falliti e provocatori. Comunque il Pucci, dalla reazione suscitata, dalla quantità degli insulti ricevuti, deve avere capito che si giocava molto con la sua presenza al Festival: e se il pubblico, quello reale che lo avrebbe guardato in TV, non lo avesse riconosciuto all’altezza? Se lo avesse subissato di commenti negativi e caustici? Dubbio non infondato, vista come dicevamo la reazione sui social, che deve averlo sconsigliato dall’esporsi a un rischio simile, oltre tutto moltiplicato esponenzialmente a livello nazionale, così ha cercato un modo di superare l’impasse e di uscirne senza troppi danni.
L’idea magari gliela ha data indirettamente l’amletico, famosissimo dubbio di Nanni Moretti “Ma mi si nota di più se vengo o se non vengo?”. La risposta giusta, a quanto pare, è la più semplice, soprattutto se ci si ammanta del vittimismo - proprio della destra più becera e volgare - e si fa passare una propria pavida ritirata per una esclusione della sinistra. Ridicolo! E’ lui che se ne è andato, nessuno lo ha cacciato, ha poco da piangere e lamentarsi! Ma andiamo: questo è un film che abbiamo già visto mille volte! La destra del resto non ha idee e persegue sempre lo stesso schema: frignare quando qualcuno risponde ai suoi attacchi. E’ un classico, Pucci ha seguito il solito copione: lui può aggredire verbalmente gli altri, dicendo cose volgari e offensive, con la miserabile scusa di fare satira (anche se si evince facilmente che non ha chiara la distinzione fra satira e insulto, temo), ma se sui social qualcuno lo attacca, allora no, lui non ci sta, si ammanta di orgoglio ferito e scappa frignando e strillando al vile attacco della sinistra brutta e cattiva. E naturalmente pur di non parlare di cose serie e importanti per noi cittadini, l’ armata BrancaMeloni si mobilita all’istante e corre al soccorso del camerata in difficoltà… ma per favore! Avete mai sentito una storia più grottesca, patetica e fasulla di questa? E avete mai visto un Presidente del Consiglio che perde il tempo a immischiarsi in cose di poco conto, mentre il Paese va alla deriva e ha tanti di quei problemi che nessuno al governo prende in considerazione, dalla sanità al lavoro, ai trasporti, alla scuola, alla ricerca, alla distruzione del territorio, etc.?
Beh, Pucci ha avuto fortuna. In questo modo ha ottenuto il massimo ascolto possibile, che certamente non avrebbe avuto se avesse partecipato, e una pubblicità e popolarità impensabile prima. Ma sospettare come qualcuno ha fatto un preciso disegno strategico dietro, è proprio retrologia pura. Vedremo quanto dura questa momentanea celebrità. Ma intanto vediamo di conoscere un po’ il suo repertorio.
Insomma, vogliamo sentire un po’ le battute di questo sedicente “comico”? O meglio: l’unico comico di destra, come si definisce e rivendica con orgoglio Andrea Baccan, in arte Pucci. L’unico? E lo credo! Per essere comici bisogna avere il senso dell’umorismo e quando mai la destra lo ha avuto!?!Ma vediamo il suo campionario di battute, spigolando dall’articolo di Alfonso Raimo, su Huffpost.
Pucci è consapevole dei rischi di alcuni argomenti: "Se parli dei gay sei catalogato immediatamente come omofobo. Se parli dei neri, come razzista. Ho deciso di parlare solo esclusivamente dei cazzi miei". Ma la tentazione è forte: "Una cosa sui neri posso dirla? I tatuaggi, non fateli, non si vede un cazzo. Balotelli continua a fare i leoni, non si vede. O lo fai bianco o non si vede".
E i gay? Altro argomento a rischio, come si diceva. "Ci fanno tamponi dappertutto. I tamponi - raccontava a fine pandemia - se sei fortunato te li fanno in una narice, se sei uno stronzo in due, se sei ancora più stronzo in gola, se sei Zorzi in culo". L'influencer Tommaso Zorzi non la prese bene, accusandolo di omofobia.
Quanto ai migranti: racconta di come stia facendo "con tanto orgoglio un'adozione a distanza, da 8 anni". "Un giorno mi citofonerà Abdul Salam Lakhat Lakalla, e io gli dirò ciao, guarda che l'adozione era a distanza che vuol dire...". A distanza, appunto. Ma non è razzismo. "Noi a Milano, ormai siamo amici. L'altro giorno a piazzale Istria c'è uno che mi ferma e mi dice: "Sono tre giorni che non mangio". E io gli dico: "Male. Bisogna sforzarsi un pochettino".
E il cambiamento climatico? Per Pucci è semplice, non esiste. "Questi temporali sono colpa del cambiamento climatico? Ma non dite cazzate. Piove? È normale", si fa ritrarre in un video su istagram. "Non cagate il cazzo col cambiamento climatico. Basta! Prima faceva caldo, adesso fa freschino, più avanti farà sempre più freddo, ma l'anno prossimo torna il caldo".
Quanto alle donne: “ Le donne nascono stitiche ma quando devono cagare il cazzo sono bravissime». C’è qualcuno che ha voglia di ridere? Forse La Russa. Lo ha scritto in un post a favore di Pucci. "Pucci mi diverte da più di 30 anni e a Milano è conosciuto", ha dichiarato il presidente del Senato, definendosi "sconcertato" dalle "critiche preventive" piovute sul performer ancora prima che salisse sul palco. Secondo La Russa, Pucci non ha mai chiesto favori a lui o ad altri nel corso della sua carriera, e la sua unica colpa sarebbe quella di "piacere alla gente in modo leggero, ironizzando sui luoghi comuni". In altre parole, "parla come la gente parla a cena, di cose comuni, che riguardano la vita di tutti noi".( https://www.libero.it/magazine/news/caso-pucci-sanremo-la-russa-difende-benigni-192767) Ma di quali famiglie e di quali cene stiamo parlando??
Ma leggiamo le conclusioni di Raimo:” Post scriptum: a differenza degli stand up comedians americani, Pucci ride di migranti, donne, minoranze politiche, gay ma mai dei potenti. Non una battuta su Trump o Meloni. È un Fantozzi a braccetto col Mega direttore galattico. “

Da parte sua il vignettista Federico Palmaroli, creatore della pagina su Osho, commenta: “Ci sono tanti comici americani che non guardano in faccia nessuno però fanno ridere: la loro è una scorrettezza usata intelligentemente. Le battute di Pucci diventate virali sembrano solo insulti da bar. Non c’è nulla di artistico: è l’uomo che ha parlato, non lo stand up comedian. Detto questo, credo che anche la sua appartenenza e il suo pensiero politico siano stati determinanti a scatenare la bufera”.
Riflettevo su questa ultima affermazione: secondo me non è l’appartenenza al pensiero politico di destra che dà fastidio, perché non tutta la destra è a questi livelli di ignoranza ferina. Se penso alla destra colta penso a Marcello Veneziani, a Franco Cardini, a Marco Travaglio, allievo del grande Indro Montanelli, gentiluomini colti, intelligenti che sicuramente non condividerebbero certi atteggiamenti miserabili, certe battute da caserma e da casino. Se fossi di destra sarei indignata a venir mischiata a certa gente. No, non è il pensiero genericamente di destra che è insopportabile: si può non condividerlo, ma riconoscendogli rispetto e dignità, è la bassezza, la discriminazione, il razzismo, la misoginia, l’omofobia, la convinzione che esistano esseri umani di serie A e di serie B e naturalmente la certezza (senza prove) di essere quelli che appartengono alla serie A. Con questo pesante, ingombrante bagaglio di pregiudizi e ignoranza, con questo background di povertà culturale e intellettuale, con questa refrattarietà all’empatia, è impossibile che ci sia spazio per un elemento fondamentale in questo mestiere: l’umorismo. Che è anche leggerezza e ironia e non solo critica, e certamente non determinazione a insultare e offendere. Questo lo fanno quelli che si dicono comici solo per poter insultare gli altri senza conseguenze legali e prendersi qualche rivincita su chi è migliore e più bravo.
La maleducazione è conformismo ormai, mentre la gentilezza, come sostiene Michele Serra è il vero atteggiamento rivoluzionario.
Barbara Fois
Guardatevi questi video divertentissimi! Il primo di Diego Bianchi a Propaganda Live, il secondo di Fiorello a Pennicanza il suo programma Rai di primo pomeriggio


