Ritorna la cortina di ferro?

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 27/03/2018
Cosa c’è dietro l’espulsione dei diplomatici russi in Europa e in America?

Non so se è solo una mia sensazione, ma questa espulsione collettiva e diffusa di circa 100 diplomatici russi, puzza come un pesce marcio. La domanda è: quali e quanti interessi ci sono dietro, per rischiare di tornare alla cortina di ferro? Sappiamo che Trump deve arricchire i mercanti d’armi che lo hanno finanziato e sponsorizzato durante la campagna elettorale, ma una guerra la pagheremo tutti noi. E sappiamo bene come finirà: che dovremo raccogliere i cocci della nostra civiltà, della nostra economia, della nostra vita. E tutti i giovani che ci moriranno? Mi rendo conto che a Trump non gliene freghi niente, che persegua solo ed esclusivamente i propri miserabili ed egoistici obiettivi, ma noi? Glielo dobbiamo lasciar fare?? Staremo zitti e complici?

Vi ricordate i tempi della “guerra preventiva” voluta da Bush? Anche allora l’Inghilterra aveva tenuto bordone agli USA, diventandone complice e correa, anzi: quel boccalone di Blair ci aveva messo la faccia. E l’aveva persa, come ben sappiamo, quando si era scoperto che non esistevano armi di distruzione di massa e che Saddam non era colpevole di tramare proprio niente. Ma la teoria della guerra preventiva (Dottrina Bush) giustificava la guerra in Afghanistan e forniva il pretesto politico per la guerra d'Iraq. In che condizioni siano oggi quei devastati paesi e quella povera gente e quanti giovani vi siano morti, non può non allarmarci.

 La fantasia degli americani è molto limitata, così adesso rifanno il gioco delle 3 carte e mandano di nuovo  avanti l’inglese May a buttar fuori i diplomatici russi e ad aprire un caso diplomatico senza precedenti. Non poteva farlo Trump in prima persona perché tutti avrebbero capito che dietro c’era il tentativo di mettere la sordina allo scandalo “Russiagate”, per il quale rischia la poltrona di presidente e anche la galera, ma perché  adesso tutti si accodano come una fila di oche dondolanti e “espellere il russo” è diventato uno sport collettivo? Perché?

Il caso Skripal, ha dato l’avvio a tutta la faccenda. Vediamo come e perché.

È domenica 4 marzo quando l’ex agente del Kgb Sergej Skripal, 66 anni, viene ritrovato incosciente insieme alla figlia Yulia, di 33 anni, su una panchina di un centro commerciale di Salisbury, nel Sud dell'Inghilterra. I due vengono ricoverati in ospedale e accusano un grave avvelenamento. Sono in tutto 21 le persone con malori per l'intossicazione, tra queste c'è anche Nick Bailey, un agente intervenuto per primo sulla scena dell'avvelenamento. Per l’antiterrorismo inglese si tratta «un tentativo di omicidio impiegando del gas nervino».

Evidentemente ci sono molti tipi di questo gas, perché su internet sembra che il gas nervino sia mortale in modo immediato. Tanto che la guardia che li ha soccorsi è stato malissimo. Dunque perché sostenere che  “ La sostanza chimica che ha avvelenato Sergej Skripal e la figlia Yulia era stata piazzata nella valigia della donna e trasportata inconsapevolmente a Salisbury. Il nervino che li ha avvelenati è stato trasportato probabilmente in un regalo, un profumo o un vestito, che Yulia ha portato al padre in occasione dell'anniversario della morte della moglie della spia.” Un profumo? Un vestito? Significa che queste cose sono state tolte dalla valigia, in casa e poi o indossate o spruzzate e dunque inalate: ma così si sarebbero sentiti male a casa e non in un parco, dopo essere stati prima in un ristorante e poi in un caffè. Non ha senso. E poi che prove ci sono che siano stati i russi? Non sembra anche a voi che sarebbe stato molto stupido uccidere una vecchia spia, troppo conosciuta e non più operativa da anni ( a cui inoltre nel 2010 era stata concessa la grazia in patria ed era stato scambiato con altre spie) in un modo così eclatante e riconoscibile?

No, questa operazione è fatta secondo il cliché della guerra preventiva. Con gli inglesi utili idioti e servi questa volta dell’america di Trump: sono i britannici adesso ad essere diventati colonia dei parenti d’ oltreoceano.

Con quell’assist perfetto il presidente americano Donald Trump si è affrettato, dopo la May, a ordinare l'espulsione di 60 diplomatici russi e la chiusura del consolato di Seattle: 48 in servizio presso l'ambasciata di Washington, 12 presso la rappresentanza russa al Palazzo di Vetro dell'Onu a New York. Tutti dovranno lasciare gli Usa in sette giorni.

Ma gli altri paesi? Che motivazione hanno per seguire questi capofila così inattendibili? Cosa è successo in quei paesi per assumere un atteggiamento ostile nei confronti della Russia? O più semplicemente: cosa ci guadagnano a farlo?

Infatti Germania, Francia, Polonia e Lituania hanno annunciato l'espulsione di quattro diplomatici russi ciascuno. Mentre l'Italia ha notificato il provvedimento a due diplomatici di Mosca. Ripeto: perché?? E’ davvero assolutamente un atto insensensato e provocatorio da parte di questi paesi, visto che non è stato appurato se la Russia sia coinvolta oppure no.

Perché se Trump, quell’arrogante tacchino mezzo spennacchiato, vuole salvarsi il posto, deve trascinare il mondo dentro il gorgo nero di una guerra? Perché questa non è solo una “guerra di spie” come è stato detto, ma rischia di diventare qualcosa di molto peggio.

Ma noi possiamo davvero permetterglielo? Trovo ripugnante e incredibile che i nostri governi si genuflettano così irrazionalmente! Soprattutto il nostro paese che al momento non ha nemmeno un governo! In nome di chi è stata scelta questa strada? Beh. non credevo mai di doverlo dire, ma sono d’accordo con quello che ha detto in proposito Matteo Salvini. Questa è una follia che non possiamo permetterci di assecondare.

 

Barbara Fois

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