Uomini che odiano le donne: Talebani d’Occidente?

di Barbara Fois - Liberacittadinanza.it - 29/08/2021
Continuano in Italia, in Europa e in America i femminicidi pressochè quotidiani

In questi giorni la nostra ansia per le donne afgane e per il loro terribile destino sotto il regime dei talebani, ci ha assorbito interamente. Ma poi succede un femminicidio efferato e annunciato come quello di Vanessa Zappalà e tu cominci a farti molte domande scomode, tipo: ma i talebani sono solo musulmani? Eh, no. Qualcuno si indignerà, dirà: ma come si permette di paragonarci ai talebani? Leggetevi le regole dettate dalla sharìa e vedrete con costernazione che la concezione della donna non è diversa da quella di tanti, troppi uomini cristiani e cattolici, che trattano le loro donne come proprietà, che le vogliono sottomesse e obbedienti e le picchiano, le puniscono con la morte, o le sfigurano con l’acido, se si ribellano, li lasciano, o semplicemente non li vogliono. Donne come Vanessa, vittime di uno stalker che avvelena la loro vita e che l’autorità e la legge non sono in grado di fermare e di punire in modo esemplare. E poi spesso questi vermi si suicidano, vigliacchi fino all’estremo, sottraendosi alla giusta punizione. Quindi è ovvio che vanno fermati e dissuasi dallo stalking - con punizioni severissime, cavigliere elettroniche (sempre troppo poco usate qui da noi), o detenzioni non certo ai domiciliari - prima che compiano un gesto irrimediabile. Scoraggiare questi personaggi mentalmente malati è fondamentale: bisogna trattarli come i pedofili, perché anche loro non sono recuperabili. Si deve farne un elenco nazionale, non coprire i loro nomi, perché non hanno diritto a nessun riguardo, ma anzi vanno trattati per quello che sono: dei sociopatici pericolosi.

O prendiamo risoluzioni esemplari o questi talebani occidentali non riusciremo a fermarli in alcun modo. Invece si tende a sottovalutare la loro pericolosità e ci si limita a minacciarli, o a punirli con arresti di pochi giorni, da cui escono più determinati che mai a punire le donne che li hanno rifiutati.

Vediamo un po’ di dati che riguardano il nostro paese, ma non solo. Nel periodo tra il 1 agosto 2020 e il 31 luglio 2021, i femminicidi in Italia sono stati 105: in calo rispetto all'anno precedente ma sempre troppi. Poco meno di uno ogni tre giorni. E ad agosto l'orribile ondata di violenze sulle donne è proseguita arrivando al suo picco il 12: tre crimini nel giro di 24 ore. Due donne sgozzate, una strangolata. Ma non pensiate che queste violenze riguardino solo l’Italia. Guardate questo grafico del 2018 e vedrete che incredibilmente siamo agli ultimi posti e sotto la media europea.

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C’è da restare basiti. Ma da noi in Europa la situazione è meno drammatica che negli USA, dove – come scrive Donatella Lucente della Fondazione Nenni – viene uccisa una donna ogni 5 ore: “Non viene ammazzata da un’auto che non si ferma al semaforo, da malattia degenerativa, dal vaso o dal mattone in caduta dal balcone del vicino: nella maggioranza dei casi muore per mano di un conoscente intimo con arma da fuoco. Lo afferma il rapporto condotto dallo statunitense Center for American Progress, che racconta anche altre cose. Ad esempio, che le donne hanno molte più probabilità di essere vittime di persone che conoscono, rispetto agli uomini, che soffrono uccisioni per crimini violenti soprattutto per mano di sconosciuti. Negli ultimi anni la percentuale di donne assassinate da persone conosciute è arrivata al 65% dei femminicidi. Il fenomeno è dovuto anche alla facilità con cui si può entrare in possesso di armi da fuoco, visto che sono queste la prima causa di femminicidio, il 55% del totale. Analizzando i dati provenienti da autorevoli fonti, tra le quali Federal Bureau of Investigation e Ufficio contro la violenza alle donne, si rilevano fatti impressionanti. In 15 stati, oltre il 40 per cento dei femminicidi avviene in ambito domestico. In 36 stati, oltre la metà dei femminicidi è dovuta a mano di persona intima, con uso di arma da fuoco. In ciascuno di altri 20 stati considerati, risultano quasi 12.000 persone, condannate per stalking, con permesso di possedere e acquistare armi da fuoco ai sensi del diritto federale.”.

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Ma incredibilmente i numeri salgono ancora nell’America del sud, soprattutto in Messico e nell’America latina in generale, dove c’è di mezzo la criminalità organizzata dei narcos. Le cifre sono spaventose e si parla anche di torture, mutilazioni e decapitazioni. E siamo in un’area cristiano-cattolica. Eppure non vi ricorda qualcun altro? I talebani, certo, ma questi ultimi si sono spinti assai più in là, se è vero quello che riferisce una ex poliziotta afghana, che ha raccontato terrorizzata che le “bande di stupri” talebane violentano perfino i cadaveri di donne e ragazze, mentre vanno alla ricerca, porta a porta, di schiave sessuali. Di questa ex poliziotta si conosce solo il nome: Muskan e si è rifugiata in India dopo la presa fulminea della capitale e da lì ha potuto spiegare al mondo la terribile situazione delle donne lasciate indietro in Afghanistan e le cose che ha detto le ha dichiarate non su un social, ma a News 18, canale televisivo indiano in lingua inglese, sostenendo che per questi barbari poco importa se la persona che violano sia viva o morta.

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Nel 2012 il film “Come pietra paziente” di Atiq Rahimi, tratto dal suo romanzo omonimo, ha trasferito sul grande schermo uno spaccato emozionante della condizione delle donne nell’Afghanistan devastata dalle guerre, occupata dai talebani, padroni di commettere ogni nefandezza ed ogni abuso. Ma lo ha raccontato attraverso un monologo fiume della protagonista, una esternazione dolorosa, una confessione al marito in coma, da cui si capisce perché le donne possono essere perseguitate non solo durante la guerra da parte di eserciti occupanti, ma possono essere vittime nelle loro case, di padri e di mariti, di coloro cioè che dovrebbero proteggerle. Anche questo ci ricorda qualcosa: vi rammentate cosa avveniva qui in Italia fino a non molto tempo fa? Solo nel 1981 infatti sono state finalmente abrogate le norme sul “matrimonio riparatore” e sul “delitto d’onore”. Faccio presente a chi è troppo giovane per ricordarselo, che fino a quell’anno una donna stuprata poteva vedere il proprio stupratore cavarsela, semplicemente costringendola a un “matrimonio riparatore”, che per legge avrebbe estinto il reato sessuale, compiuto contro di lei. L’articolo 544 del codice penale, infatti, recitava: “Per i delitti preveduti dal capo primo e dall'articolo 530, il matrimonio, che l'autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali". Veramente vergognoso e avvilente per le povere vittime, mortificate due volte. Eppure le ragazze in genere non riuscivano a sottrarsi a questa ulteriore umiliazione, anche pressate dai familiari e dall’opinione pubblica, che le consideravano “disonorate”. Ma ci fu nel 1965 una ragazza coraggiosa, Franca Viola, che si rifiutò di sposare il suo stupratore e lo mandò così in galera e ancora la si ricorda con stima e rispetto. Aveva 17 anni, come me ed io – appena iscritta al PSI – fui colpita e commossa dal suo coraggio e dalla sua determinazione, appoggiata, bisogna dirlo a loro onore, dai suoi genitori, due semplici contadini.

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Come non bastasse c’era allora anche il “delitto d’onore” (articolo 587 del codice penale) che prevedeva un’attenuazione della pena per gli omicidi di donne compiuti da fratelli, padri o mariti, se la motivazione addotta fosse la scoperta della “illegittima relazione carnale ”, o lo “stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia”. A questo proposito ricordiamo il sarcastico, bellissimo, godibile film di Pietro Germi “Divorzio all’italiana” del 1961, con un cast stellare a partire da Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli e Daniela Rocca. Il personaggio interpretato da Mastroianni utilizza proprio l’escamotage del “delitto d’onore” per far fuori impunemente la moglie – visto che qui ancora non c’era il divorzio – e sposare la giovane e bellissima cugina.

Ma non basta: le donne adultere finivano in prigione. Solo le donne, gli uomini no (ma và?!). Infatti ci fu – fra gli altri – un caso eclatante: quello della “Dama bianca” cioè di Giulia Occhini, sposata Locatelli, che fu incarcerata, perchè aveva una relazione extraconiugale con il ciclista Fausto Coppi. Essendo entrambi già sposati, la relazione suscitò grande scandalo e fu fortemente avversata dall'opinione pubblica, in particolare dai tifosi di Fausto Coppi; “… la Occhini fu persino destinataria di una pubblica reprimenda di papa Pio XII. Coppi e la moglie Bruna Ciampolini si separarono consensualmente nel 1954, mentre Locatelli denunciò la Occhini per adulterio. In conseguenza di ciò, in base alla legge italiana del tempo, essendo stati colti gli amanti in flagrante, la donna dovette scontare un mese di carcere ad Alessandria e successivamente un periodo di domicilio coatto ad Ancona, mentre a Coppi venne ritirato il passaporto.”.

Non stiamo parlando del Medioevo, ma degli scorsi anni ’50, quindi non diamoci troppe arie di paese civile, moderno e avanzato. Del resto sarebbe inappropriato davanti alla attuale situazione di violenza contro le donne nel nostro paese.

Eppure alla fine degli anni 60 noi donne ci eravamo riscattate: nel ’68 - dopo le suffragette che lo fecero per il diritto di voto - era la prima volta che le donne scendevano tutte insieme in piazza. Abbiamo fatto delle battaglie durissime e ottenuto delle vittorie importanti: una legge sul divorzio, una sull’aborto e le abbiamo dovute difendere con le unghie e con i denti e sembrava che le donne fossero riuscite a cambiare la mentalità corrente e avessero acquisito il diritto all’uguaglianza e al rispetto… poi è arrivata l’ondata berlusconiana, i tronisti e le veline, il bunga bunga e il burlesque, le escort sventolate come trofei, le pin up sgallettate infilate nei consigli comunali, provinciali, regionali, elette anche in parlamento e vergognosamente spedite perfino in quello europeo. Donne svendute di nuovo come carne da macello, bistecche che respirano, donne a cui si mettono tranquillamente le mani addosso, che si pagano come merce in un mercato e questo ha fatto sì che una malata mentalità maschilista, vecchia come quella da caserma e da bordello, abbia ripreso fiato. Finalmente qualche omuncolo frustrato, che si sentiva offeso da qualche donna più intelligente, brillante e di successo, ha potuto risollevare la cresta e sentirsi padrone di picchiarla o violentarla per strada “così impara a credersi qualcuno”.

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Nel 2013, con notevole ritardo, è stata approvata quella che viene chiamata “legge sul femminicidio” : la numero 119 del 15 ottobre 2013, in attuazione della convenzione di Istanbul, con l’introduzione di nuove aggravanti e con la previsione di nuove misure coercitive per la protezione delle vittime dalla violenza di genere. Questo sulla carta, ma andate a vedere che cosa succede agli stupratori nella realtà: dopo l’arresto finiscono ai domiciliari, anche se sono recidivi, se hanno dei precedenti. L’ultimo caso, di questi giorni, è quello di un trentenne, di cui non si danno nemmeno le iniziali del nome, che ha violentato l’amichetta dodicenne della figlia. I familiari della bambina lo hanno picchiato finchè la polizia non l’ha portato via. Ma il peggio è che gli hanno dato i domiciliari e in un altro comune, per sua sicurezza, nonostante questo miserabile avesse anche un precedente. Che dire? Non credo che ci sia nessuno che vorrebbe che questo vigliacco stupratore e pedofilo godesse di tante attenzioni. Uno così schifoso e marcio che ha addirittura filmato col telefonino il suo stupro. Vorrei sapere davvero chi sia costui e perché lo si protegga tanto.

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Ma perché sto mischiando storie di femminicidi, di stupri e di talebani? Perché sto riflettendo sugli uomini che odiano le donne: perché lo fanno? Che tipo di mentalità c’è dietro, da dove nasce questo odio, questa voglia di umiliare e distruggere le donne? C’è una radice comune?

Ci sono donne che vengono sfregiate col coltello o con l’acido, per disprezzo o per gelosia, poco cambia, perché vengono considerate comunque come proprietà di qualche povero maschio complessato.

Ci sono paesi in cui le donne non hanno diritto di parlare, di pensare, di vestirsi come vogliono, di guidare una macchina, di portare un paio di pantaloni e perfino di far udire i propri passi.

E poi aggiungiamo a tutto questo gli stupri etnici, le gravidanze forzate, le sterilizzazioni, le menomazioni fisiche, le infibulazioni, le lapidazioni…

Sembrano cose irreali, non vere, inventate da qualche mente pervertita e davanti a questi abissi di sadico orrore, ci chiediamo ancora una volta: ma perché?? Perché tutto questo odio contro le donne, perché questa furia, questa rabbia, questo rancore? E forse possiamo rispondere alla domanda: c’è una radice comune? Sì che c’è, perché – riflettendoci bene – tutto questo odio è legato alla religione e al sesso. Cosa accomuna cristiani, musulmani ed ebrei in questa avversione: è forse un caso che sia noi cristiani che i musulmani e gli ebrei abbiamo come riferimento comune “il Libro” cioè la Bibbia? No, non è un caso: nella Bibbia Dio crea l’uomo dalla creta e poi gli soffia in viso la vita e l’anima. La donna invece la crea con una sua costola: dunque è carne sua, cosa sua, gli appartiene. E poi c’era la storiella del Paradiso terrestre perduto, insieme all’immortalità, per colpa di Eva, di una mela e di un serpente tentatore Un bel alibi per il maschilismo più bieco, una scusa miserabile e assurda per penalizzare la donna. La religione che fa da scusa, che offre giustificazioni insensate alla repressione di un intero genere!

E a questo proposito non voglio nemmeno parlare di quello che ci ha fatto la chiesa! L’ho scritto altre volte e non ho voglia di ripetermi, anche perché mi irrita sempre profondamente, in modo intollerabile. Una chiesa che si rifà alla Bibbia e non al Vangelo, una chiesa che si chiama cristiana ma che non ha capito niente della parola di Gesù, che preferisce il Dio della collera e della vendetta a quello Suo del perdono e dell’amore.

Beh, lasciamo perdere…Volete divertirvi e togliervi qualche curiosità? Leggetevi La naturale inferiorità delle donne (5000 anni di cattiverie maschili), di Tama Starr: offre una raccolta di frasi (autentiche) di famosi filosofi, padri della chiesa, intellettuali di ogni epoca e posizione politica, e a leggerle resterete allibiti, confusi e increduli, divisi fra l’indignazione, l’incredulità e la sorpresa: anche negli uomini migliori spesso è nascosto un talebano…

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E a proposito di insospettabili, che dire di quei padri della chiesa, come san Girolamo o sant’Oddone di Cluny, che scrivevano tutte quelle lordure sulle donne! Menti meschine, misogine, malate… Un esempio? Diceva delle donne Oddone di Cluny: "La bellezza si limita alla pelle. Se gli uomini vedessero quel che è sotto la pelle ... rabbrividirebbero alla vista delle donne. Tutta quella grazia consiste di mucosità e di sangue, di umore e di bile. Se si pensa a ciò che si nasconde nelle narici, nella gola e nel ventre, non si troverà che lordume. E se ci ripugna toccare il muco o lo sterco con la punta del dito, come potremmo desiderare di abbracciare il sacco stesso che contiene lo sterco?". Perché i maschi non hanno muco e sterco? Certo che l’uomo era disturbato davvero e molto! Eppure la chiesa l’ha fatto santo…

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E veniamo all’oggi: in questi giorni si è tenuto a Santa Margherita Ligure il G20 sull’empowerment femminile, laddove col termine empowerment si intende “…un processo di crescita, sia dell'individuo sia del gruppo, basato sull'incremento della stima di sé, dell'autoefficacia e dell'autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l'individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale.”.

Un appuntamento che potrebbe essere importante e costituire una prima pietra angolare da cui partire per costruire un futuro nuovo per tutte le donne del mondo.

La commissaria europea per l’eguaglianza Helena Dalli ha detto “Le donne posseggono in sé la metà delle risorse umane del pianeta, eppure le energie femminili sono potenziale ancora inespresso, sono le forze non ancora messe in campo nelle nostre società. E’ a beneficio di tutti che dobbiamo mettere le donne nelle condizioni di diventare protagoniste alla pari. Il G20 con il suo respiro globale, è il consesso ideale per un obiettivo così ambizioso.”. La commissaria si è detta preoccupata per le donne e le ragazze afghane e ha sottolineato che la Commissione seguirà da vicino gli sviluppi della situazione e che il governo dei talebani sarà valutato sulla base dei fatti piuttosto che delle promesse fatte finora.

Dal canto suo il presidente Draghi ha detto che: ”… dobbiamo difendere i diritti delle donne ovunque nel mondo, soprattutto dove esse sono minacciate.”, e ha continuato: “ il G20 deve fare tutto il possibile per garantire che le donne afghane mantengano le loro libertà e i loro diritti fondamentali, in particolare il diritto all’istruzione. Le conquiste raggiunte negli ultimi vent’anni devono essere preservate…non dobbiamo illuderci: le ragazze e le donne afghane sono sul punto di perdere la loro libertà e la loro dignità, di tornare alla triste condizione in cui si trovavano vent’anni fa.” e infine che il G20 può e deve svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere le donne in tutto il mondo e in modo particolare le donne afghane, attualmente in grave pericolo.

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Come sempre solo promesse e vane parole? Magari c’era anche un po’ di verità, ma in pochi giorni le cose sono cambiate: adesso dopo l’attentato di due giorni fa dell’Isis di Khorasan all’aeroporto di Kabul, che ha ucciso circa 200 persone, le carte sul tavolo dell’Afghanistan sono state sparigliate ed è difficile capire quali saranno gli esiti futuri e se ci sarà posto anche per il problema di proteggere le donne. Biden minaccia rappresaglie, i talebani hanno perso credibilità a livello internazionale e sullo sfondo c’è il grumo nero del terrorismo dell’Isis, che vuole lo stato islamico universale. E’ palese che cercare un dialogo con loro è inutile, dato che è impossibile ragionarci insieme: col fanatismo la razionalità infatti non ha punti di contatto. Viene difficile pensare ad un’altra soluzione che non sia violenta. E ormai non è da escludere che nei prossimi giorni ci possano essere altri attentati ed altri morti.

 

Barbara Fois

https://www.repubblica.it/cronaca/2021/01/30/news/omicidi_in_calo_e_ai_minimi_storici_ma_non_diminuiscono_le_donne_uccise-284886715/

https://www.lastampa.it/cronaca/2021/08/23/news/femminicidi-i-numeri-dell-orrore-nell-ultimo-anno-in-italia-e-stata-uccisa-una-donna-ogni-3-giorni-1.40626184

http://www.centriantiviolenza.eu/comunicazionidigenere/violenza-donne-dati-veri/

https://it.globalvoices.org/2017/06/una-donna-crea-la-mappa-piu-completa-e-aggiornata-dei-femminicidi-in-messico/

https://fondazionenenni.blog/2017/04/19/una-donna-assassinata-ogni-5-ore-succede-in-america/

https://vociglobali.it/2016/02/25/in-america-latina-il-piu-alto-tasso-al-mondo-di-femminicidi/

https://www.periodicoitaliano.it/2021/08/24/i-talebani-stuprano-i-cadaveri-delle-donne-il-racconto-terrificante-di-unex-poliziotta/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/08/16/kabul-il-racconto-della-studentessa-ora-nascondiamo-i-diplomi-per-strada-ci-urlano-di-mettere-il-burqa-se-non-ora-quando-italia-e-ue-aprano-canali-umanitari/6292403/

https://www.altalex.com/documents/news/2013/11/26/legge-sul-femminicidio-modifiche-normative-e-questioni-connesse

 

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