ALLE ARMI ! ALLE ARMI ! L’EUROPA ALLA PROVA DEL RIARMO

di Umberto Franchi - 13/04/2026
Nonostante milioni di cittadini Europei e Italiani siano scesi in piazza contro il riarmamento e le guerre, siamo di fronte ad un riarmo dell’imperialismo Europeo che si sta muovendo in un modo non federato ma interconnesso tra i diversi Stati … Chi può fermarli ?
Nella conferenza sulla scurezza “internazionale transatlantica” , svolta Monaco di Baviera a metà febbraio del 2026, molti si aspettavano un nuovo shock da parte di Trump, ma il Segretario di Stato USA Rubio, è stato molto più moderato dicendo che gli USA e l’EUROPA sono destinati a stare insieme… ma le tensioni della crisi Atlantica non sono finite ed  il Presidente USA che  pretendeva l’asservimento dell’Europa alla sua guerra (assieme  Netanyahu) di aggressione   imperialista contro l’IRAN ,  oggi minaccia l’uscita dalla NATO .
 
Di fatto siamo di fronte ad una nuova tappa di rottura Transatlantica , che in Europa fa avanzare la discussione su come sviluppare una dissuasione nucleare con la possibilità di ridurre la dipendenza dagli USA.
 
E’ in questo contesto che è intervenuto anche Andrius Kubilius, Commissario Europeo alla Difesa, per dire che i cambiamenti, le distruzioni, le trasformazioni in atto, impongono  all’Europa di rafforzare le capacità di difesa europea, Riprendendo il “Rapporto Draghi” e proponendo la creazione di una forza rapida  di intervento Europeo con 100.000 soldati ed un consiglio di sicurezza Europeo guidato da Ger mania, Francia, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito.
 
In questo contesto,  di recente, il Presidente Francese Emmanuel Macron, ha pronunciato  un discorso sulla necessità della deterrenza nucleare in Europa.  Lo ha fatto in modo simbolico in piedi davanti al sottomarino a propulsione nucleare e lancia missili balistici che trasporta con se una forza di attacco  equivalente a tutte le bombe sganciate in Europa durante la seconda guerra mondiale.
 
Macron ha sostenuto che in base alle direttive politiche scaturite da Bruxelles , la Francia è pronta a sviluppare il suo armamento atomico, perché  sono le nuove minacce Russe/Asiatiche ,  ed il riassetto delle priorità geopolitiche americane, che rendono necessario sia il rafforzamento del numero di testate nucleari ed un ripensamento della strategia di deterrenza nella profondità del Continente Europeo.
 
Il Presidente Francese sostiene anche che assieme all’implementazione della deterrenza nucleare francese ,  i partener europei possono partecipare ad esercitazioni di deterrenza assieme ai francesi, offrendo il dispiegamento di armi nucleari presso le nazioni  alleate europee, soprattutto attraverso la presenza di caccia francesi armeggiati con armi nucleari in altri Paesi Europei, ma senza nessuna condivisione sulla eventuale uso delle armi atomiche, decisioni  che restano nelle mani del Presidente  della Repubblica Francese .
 
Macron ha anche sottolineato, che la “deterrenza avanzata” della Francia e dell’Europa , non sarà alternativa alla Nato ma perfettamente aggiuntiva e complementare a quella della NATO.
 
Questa proposta , non è un fatto improvviso inventato dal Presidente francese, bensì nasce da un dialogo strategico già definito ed in atto con il Regno unito, la Germania, la Polonia, il Belgio, la Grecia, i Paesi bassi, la Svezia e la Danimarca… mentre sono in corso discussioni anche con altri Paesi tra cui l’Italia.
 
Sempre nel discorso di Macron, esso ha sostenuto che la Francia non possiede bombe nucleari tattiche “piccole bombe” come quelle USA che Trump ha minacciato di voler usare in IRAN.
 
La Francia possiede invece armi nucleari strategiche 500 volte più potenti di quelle sganciate dagli Americani in Giappone, in grado di infliggere danni tali da non permettere agli avversari di riprendersi… Ma è la stessa cosa  che dicono le altre potenze atomiche presenti sul globo terrestre .
 
Sulle armi nucleari tattiche , la Germania, la Polonia, la Svezia e la Danimarca , ne hanno invece chiesto lo sviluppo con una cooperazione tra i Paesi Nordici, ma per il momento non c’è niente di deciso.
 
Quindi, allo stato attuale, Macron vuole gestire l’escalation nucleare dando “l’opportunità” ad altri Paesi Europei di starne dentro spalleggiando la Francia … una cooperazione ma senza condividerne le responsabilità rispetto ad una eventuale utilizzazione delle armi nucleari. 
 
Questa proposta Francese, accolta dai suddetti Paesi Europei, è già di fatto diventata  il primo pilastro e la base per “un contratto” di difesa europea con la condivisine degli oneri e con una architettura di deterrenza nucleare generalizzata Europea,  che veda sottomarini nucleari , lanciamissili balistici, scudo antimissile  di Francia e Regno Unito come garante della sicurezza del Continente Europeo.
 
Ciò significa che Queste affermazioni nel discorso di Macron fatto nel mese di Marzo 2026, è molto indicativo dei tempi di reazione al nuovo “ordine Mondiale” dettato dagli USA, dell’imperialismo Europeo.
 
DI fatto Francia e Regno Unito, si propongono di coordinare i rispettivi deterrenti nucleari e le rispettive esercitazioni strategiche e si propongono di sviluppare “organismi di scambio” e difesa con tutti i Paesi Europei interessati a sviluppare il 5% di PIL (come deciso dalla  UE)  in armamenti per la deterrenza atomica avanzata.
 
 Su questa strada è già pronta anche la Germania, la quale ha intrapreso un imponente   piano di riarmo fino a 1000 miliardi di euro nei prossimi 20 anni, per la sua difesa  ed infrastrutture militari. Così sia Macron che il Cancelliere Tedesco hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dove annunciano la creazione di “un gruppo Direttivo Nucleare di Alto livello” dove facendo riferimento all’accordo firmato nel 2019 tra Macron ed Angela Merkel, (il trattato di Aquisgrana) si sono accordati sul reciproco aiuto e assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione compreso la forza militare in caso di aggressione armata nei confronti dei loro territori e presentano i loro nuovi impegni  nel quadro dell’art.5 del Trattato NATO , nonché la clausola di difesa reciproca della UE stabilita nell’art. 42 paragrafo 7 del Trattato dell’Unione  Europea… Insomma la Nato continuerà ad esistere anche qualora Trump dovesse uscirne, con un ulteriore pilastro “europeo” all’interno dell’Alleanza Atlantica.
 
Insomma l’armamento della  sbandierata esigenza di una “difesa Europea” autonoma va avanti con la ricerca della massima integrazione di Paesi Europei (soprattutto di Francia Germania e Regno Unito) nella dimensione nucleare, con la clausola della difesa reciproca UE , ma sempre interna alla Alleanza Atlantica.
 
L’iniziativa di Macron all’interno dei mutamenti dei rapporti Euroatlantici, chiama in causa anche Roma.
 
L’Istituto di affari Internazionali, nel tracciare un bilancio dell’azione del governo italiano nel 2025, ha osservato che l’attivismo pragmatico della Meloni , con la strategia di avvicinamento a Trump, non mette però  in discussione il futuro dell’autonomia strategica Europea e l’Italia aderisce al programma di 150 miliardi di euro, per potenziare lo sviluppo industriale e tecnologico per nuove armi,  del nuovo armamento (soprattutto Droni)  da realizzare entro il 2030, e la Meloni assieme al  Ministro della difesa Crosetto,  hanno detto che nella scelta del governo di incrementare di portare la cifra per armamenti nell’’anno 2026 a 31,2  miliardi e altri 31,7 miliardi nel 2027, con un incremento annuo del 7.2% rispetto al 2025, è un fatto necessario anche se soldi che vengono tolti alla sanità, scuola e pensioni. Le nuove spese per armamenti in Italia secondo il ministro della Difesa,  hanno un valore strutturale e rispondono all’instabilità  geopolitica internazionale.
 
Quindi , nonostante milioni di cittadini Europei e Italiani siano scesi in piazza contro il riarmamento e le guerre,  siamo di fronte ad un riarmo dell’imperialismo Europeo che si sta muovendo in un modo non federato ma  interconnesso tra i diversi Stati … Chi può fermarli ?  
 
Umberto Franchi   13 aprile 2026

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