COME USCIRE DALL’ORLO DEL BARATRO DELLA GUERRA ATOMICA ?

di Umberto Franchi - 05/06/2024
L’UE e i governi europei si sono finora rifiutati di lavorare per una fine negoziata della guerra tra Ucraina e Russia.
L’Ucraina che circa un anno fa iniziava  una controffensiva per riconquistare i territori perduti nella guerra con la Russia, non solo non è stata in grado di fare nessuna controffensiva , ma ha perso nuovi territori a favore della Russia. Quindi gli strateghi Ucraini fantocci del Pentagono,  hanno mandato al macello migliaia di soldati  con un  disastro strategico di vite e rovine. 
 
Ora la  Nato rilancia un’altra “cialtroneria strategica” ma molto più pericolosa non solo per l’Ucraina ma per il Mondo intero.
 
L’invio di armi letali all’Ucraina, capace di colpire in profondità la Russia, cambiando  il paradigma esistente, con l’Ucraina che passa  dalla  guerra difensiva (o di resistenza)  a  guerra offensiva  della Ucraina/ Nato contro la Russia.
 
La Russia ha già risposto alzando ulteriormente il tiro: dicendo che la risposta all’invio di armi capace di colpire la Russia , sarà l’uso di armi tattiche nucleari ed anche la distruzione delle armi  che vengono spedite all’Ucraina nei Paesi di partenza  .
 
La razionalità dovrebbe far capire alla Nato e soprattutto alla UE , che ogni possibile soluzione della guerra tra Ucraina e Russia non dipende dalla deterrenza con l’invio di nuove armi, a contrario , inizia con l’apertura di un negoziato tra le due parti, direttamente o attraverso intermediari, a partire dal il cessate il fuoco ed il cessare la fornitura di armi, al fine di  una soluzione pacifica duratura.
 
Ma la realtà è fatta anche di interessi economici e con la guerra in Ucraina, i Paesi dell’UE e Nato hanno ampliato le loro attività in campo militare  con un business verso la  ricerca, produzione, trasferimenti di armi, iniziative di difesa e sicurezza, con l’Europa sempre più coinvolta   oltre che nel sostegno economico anche nel fornire all’Ucraina armi più potenti, intelligenti, con lo slogan “se l’Europa arma l’Ucraina, arma se stessa”
 
Quindi , la stragrande maggioranza dei Paesi Nato si sono espressi favorevolmente sulla proposta di espansione della guerra fatta dal Segretario della Nato Stoltenberg , ma anche chi si dichiarato contrario come l’Italia Spagna e Belgio, non può comunque essere considerato un Paese neutrale, per il semplice fatto che,  ad esempio: se la Russia bombardasse le nuove armi che dalla polonia vanno in Ucraina nel territorio polacco, scatterebbe l’art. 5 della Carta Atlantica che in caso di attacco Russo anche ad un solo Paese ,  obbliga tutti gli altri Paesi Nato ad entrare nel conflitto contro la Russia. Non dobbiamo nemmeno mai dimenticare che l’intera penisola Italiana  è considerata come una grande portaerei Americana con oltre 60 basi Americane/Nato e testate  atomiche piazzate in molte base Americane tra cui quella di Tombolo a Livorno.
 
Quini in caso di allargamento del conflitto non solo siamo obbligati ad entrare in guerra, ma siamo anche il Primo Paese che per la sua valenza strategia potrebbe essere colpito con armi atomiche.
 
Tutti sappiamo che la “Conferenza di Pace” indetta dall’Ucraina in Svizzera il  15 e 16 giugno 2024,è soltanto un modo per cercare il sostegno internazionale alla guerra che l’Ucraina su delega degli USA vogliono continuare fino alla vittoria sulla Russia.
 
L’UE e i governi europei si sono finora rifiutati di lavorare per una fine negoziata della guerra tra Ucraina e Russia.
 
Nell’attuale dibattito per le elezioni europee, la questione dei negoziati e di un’iniziativa dell’UE per porre fine alla guerra dovrebbe essere inserita nell’agenda dei candidati, dei partiti politici e dei governi.
 
Dovrebbe essere il  prossimo Parlamento europeo a convocare una conferenza esplorativa che coinvolga le due parti e avviare una discussione su un possibile ordine di pace e sicurezza in Europa dopo la guerra in Ucraina. Ma ad eccezione di pochi candidati non ci sono espressioni de genere.
 
Personalmente pensavo che solo la lista “Pace Terra e Dignità” capeggiata da Santoro avesse una posizione giusta e coerente, ma in una recente intervista Santoro ha sostenuto cose che non condivido, dicendo che in questo momento l’Italia non deve uscire dalla Nato e  la NATO non va sciolta perché sarebbe come rinunciare alla nostra difesa, dimenticando che l’Italia è considerata dagli USA/NATO una loro portaerei  con 56 basi militari americane/Nato e molte testate atomiche  sparse per l’talia ... per cui in caso di allargamento della guerra , non c’è dubbio chi l’Italia sarebbe la prima ad essere bombardata .   
 
Umberto Franchi

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