I SALARI E LA GUERRA SOCIALE IN ITALIA: UNA CATSTROFE CHE VIENE DA LONTANO

di Umberto Franchi - 26/05/2024
Stiamo vivendo una guerra sociale che ha causato catastrofe ed una situazione di regressione sociale, civile, culturale

C’è stato una periodo, ala fine degli anni 70 , dove i ceti subordinati (lavoratori e pensionati) con le lotte nelle fabbriche , scuole, territori, e generale... avevano ottenuto conquiste fondamentali come  :

 
  • salari dignitosi , che vedeva oltre i rinnovi contrattuali ed aziendali triennali anche la scala mobile che ogni tre mesi recuperava automaticamente l’80% dell’inflazione sui salari ;
  • Pensione dignitose , con un meccanismo basato sul sistema retributivo e che permetteva di andare in pensione con 40 anni di contributi  60 anni di età con l’80% del salario lordo (95% etto) oppure 35 anni di contributi indipendentemente dall’età con il 70% del salario lordo 85% del netto;
  • Con l’abolizione di ogni forma di lavoro precario , dove il lavoratore veniva assunto a tempo indeterminato dopo un periodo di prova che variava da una settimana a tre mesi , a secondo del livello di inquadramento , dove l’apprendistato esisteva solo nelle aziende che svolgevano mansioni artigianali ed il contratto a tempo determinato era permesso solo per la raccolta dei pomodori e delle olive;
  • Dove i lavoratori riuscirono ad ottenere la riduzione dell’orario di lavoro da 48 ore settimanali a 40 ore settimanali pagate 48;
  • Dove l’assenza per malattia veniva riconosciuta al 100% dal primo giorno al 60° giorno;
  • Dove le ferie retribuite passavano da una settimana ad un mese ;
  • Dove i lavoratori conquistarono lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori e non potevano essere licenziati se non esisteva un giusto motivo;
  • Dove chi si ammalava aveva diritto all’assistenza pubblica sanitaria universale e le USL dovevano tutelare la salute dei cittadini e prevenire le malattie senza essere considerate aziende che devono chiudere i bilanci in pareggio;
  • Dove gli studenti figli dei lavoratori avevano acquisito il diritto allo studio ed all’Università con costi ridotti e dove veniva abolita la scuola nozionistica;
  • Dove i cittadini conquistarono diritti civili come : il Divorzio L’aborto, i diritti delle lavoratrici madri, la parità uomo donna;
  • Dove nelle aziende i lavoratori facevano prevenzione dai rischi infortuni in base alle proprie soggettività e si rifiutavano di svolgere lavori a rischio;
  • Dove i Consigli di Fabbrica , contrattavano i ritmi ed i carichi di lavoro, gli organici necessari in ogni reparto lavorativo,
  • Dove i Consigli di Fabbrica decidevano il come ed il per cosa si lavora contrattando anche la qualità degli investimenti e le ricadute sull’occupazione e sulla tutela dell’ambiente, ecc...
  • Dove le aziende Statali ed a PP.SS. erano innovative e determinanti nel decidere la qualità dello sviluppo del nostro Paese;
  • Dove il fisco veniva pagato in proporzione, facendo pagare molto di più a chi era ricco e meno ai ceti subordinati
 
 
Ma a partire dalla meta degli anni 80 , in modo strisciante , è stato rimesso tutto in discussione
 
Così Per oltre 30 anni ci siamo sentiti dire:
 
  • i sindacati hanno troppo potere, i lavoratori con contratti a tempo indeterminato sono dei privilegiati, i pensionati rubano il futuro ai giovani andando in pensione troppo presto, la sanità pubblica è insostenibile costa troppo allo stato, gli ammortizzatori sociali alimentano il parassitismo dei disoccupati, il reddito di cittadinanza è “come il metadone” abitua a non lavorare, lo  stato non deve gestire le imprese e le aziende pubbliche e i beni pubblici vanno privatizzati svendendo ai soliti capitalisti noti monopolisti ecc…;
  • Questo continuo lungo martellamento ideologico, effettuato da un vasto ceto di propagandisti ad iniziare dalla Confindustria, economisti ben pagati, mass-media, assieme alle forze politiche di centro-destra e di centro-sinistra,  assieme ai processi di ristrutturazione e delocalizzazione delle aziende, ha indebolito fortemente e gradualmente il Movimento Operaio , fino a sconfiggerlo... ed  è servito per fare delle “controriforme” che hanno tolto la centralità del lavoro, ed hanno messo al centro la validità del “libero mercato” nella globalizzazione mondiale, fino a costruire un regime fondato sul liberismo , spostando immense ricchezze dai ceti medio bassi ai ceti più ricchi, con il 10% di popolazione che detiene il 55% di tutta la ricchezza presente nel nostro Paese, mentre il proletariato ed i ceti medi si sono fortemente impoveriti con paghe e pensioni “di merda” inferiori a quelli esistenti 30 anni fa .
 Cosi oggi abbiamo:
 
  • Le aziende pubbliche dello stato, i beni pubblici e servizi, che sono stati svenduti a grandi capitalisti privatizzandole, è stato chiuso il Ministero delle PP.SS. con grave danno per i cittadini che devono pagare di più per ottenere servizi peggiori come nelle ferrovie , luce, gas, acqua, autostrade,  le poste ecc…;
  • Una sanità che è stata in gran parte privatizzata a favore delle cliniche private e quello che è rimasto non è funzionale al bene fondamentale della cura e prevenzione della salute , ma del profitto tanto che negli ospedali le morti da covid dei pazienti sono stati i più alti del Mondo, perché gli ospedali sono diventati aziende che devono fare profitti,  e  si chiamano ASL (Aziende Sanitarie Locali gestite in modo differenziato dalle Regioni ) con circa 20 miliardi di tagli negli ultimi 18 anni, con il governo della Meloni che rispetto al dato inflazionistico ha deciso di tagliare 3,5 miliardi per il biennio 24/25;
  • La maggioranza delle pensioni sono di fame , il 54% di esse è inferiore ai 1000 euro al mese, ed i lavoratori sono costretti ad andare in pensioni ad oltre 67 anni  e con i giovani che andranno in pensione con  il sistema contributivo e con pensioni che al massimo raggiungeranno il 40% del salari percepito...solo se non sono precari altrimenti saranno ancora più bassi  ;
  • Il lavoro giovanile vede 45 forme di lavoro precario ed il tasso di disoccupazione dei giovani è il più alto d’Europa con il 28% ;
  • I morti sul lavoro ogni anno , sono passati dai 1.000 nel 2019 , oltre 1.400 nel 2023 , mentre per il 2024, sono iniziate anche le stragi sul lavoro come a Firenze, Reggio Emilia o quella di Casteldaccia dove i lavoratori sono stati uccisi dalle esalazioni perché non avevano nemmeno le mascherine di protezione. Tutto ciò a causa della di una organizzazione del lavoro aziendale finalizzata alla ricerca del massimo sfruttamento dell’uomo e senza investimenti adeguati  in merito alla formazione, informazione, addestramento dei lavoratori e per la mancanza di investimenti tecnologici sugli impianti al fine di prevenire possibili incidenti;
  • Con l’applicazione della legge “Biagi” voluta dal leghista Maroni e Berlusconi del 2003, vede la possibilità mdi 45 forme di lavoro precario , Il lavoro è stato frantumato, delocalizzato, precarizzato, flessibilizzato , con gravi ricadute sulla qualità del lavoro, dei prodotti, e della vita di chi ha un lavoro  ed ancora peggio per chi lo ha perso ;
  • I diritti dei lavoratori sono stati distrutti fino alla cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, voluta da Renzi, dando la possibilità ai datori di lavoro  di poter licenziare senza un giusto motivo (anche se uno fa sciopero o si ammala) o per motivi economici che l’azienda non è tenuta a giustificare;
  • I salari sono tra i più bassi in Europa ,spesso non viene nemmeno più dato un salario ma elemosine agli stagisti e molti lavoratori sono pagati persino con buoni (voucher) . ci sono studenti che sotto forma di “scuola e formazione lavoro” sono obbligati a lavorare gratuitamente;
  • Gli orari di lavoro sono i più alt d’Europa con ben 270 ore all’anno in più della Germania.
 
 
In sostanza,   il disegno liberista  che va avanti da oltre 30 anni,  CONTINUA  a distruggere lo stato sociale, il lavoro, i diritti ... distruggendo il compromesso tra capitale e lavoro realizzato  negli anni 70.
 
Dopo l’abolizione della scala mobile, che recuperava automaticamente ogni tre mesi, il 70% del potere di acquisto ed in più esisteva la contrattazione nazionale e quella aziendale, con i salari che aumentavano ogni anno rispetto all’inflazione... oggi tutto il valore del salario si basa solo sulla contrattazione che è regolata da un accordo quadro tra Confindustria e CGIL CISL UIL UGL.  Tale accordo prevede che i contratti nazionali di categoria debbano  “ex Post”, recuperare parte dell’inflazione . Questo spiega perché anno dopo anno i contratti perdono potere d’acquisto...   
 
Non solo non c’è nessuna forma che obblighi le aziende a redistribuire la ricchezza o quantomeno a tutelare i salari dall’inflazione, ma gli imprenditori applicano anche contratti “pirata” fatti con organizzazioni sindacali inconsistenti con page inferiori ai 5 euro l’ora.
 
Il governo di destra della Meloni mentre nega la possibilità di un salario minimo decente per legge, offre alle imprese sgravi fiscali per  premi basati sulla produttività, ben sapendo che i datori di lavoro ricercano la maggiore produttività riducendo il costo del lavoro per unità produttiva, cioè sfruttando di più il lavoratore non certo attraverso investimenti adeguati.
 
Il governo Meloni oltre a continuare con le  privatizzazione di quel poco che è rimasto   di beni pubblici, come è avvenuto con ENI,   continua  ad andare     avanti con  più con forza, anche del   governo di Draghi , con la controriforma  del fisco che ha premiato i ceti più ricchi e non ha dato niente ai ceti medio/bassi.  
 
La Meloni continua anche in materia di lavoro  e va oltre la vecchia linea liberista dei governi che l’hanno preceduta  garantendo alle imprese  di avere totale mano libera sulla “Forza Lavoro” impedendo il ripristino dell’art. 18 dello Statto dei Lavoratori al fine di far lavorare i dipendenti sotto il ricatto del licenziamento ... quindi di imporre ai lavoratori carchi di lavoro più pesanti , orari più pesanti, flessibilità  nei turni di lavoro, condizioni ambientali senza i minimi criteri di sicurezza ,  salari di fame, ecc..  dando ai “padroni”   il comando unilaterale , dicendo al  proprio dipendente : “lavora  come ti comando io, o  li c’è il cancello e sei  licenziato con le aziende hanno “la libertà” di licenziare anche al fine di sbarazzarsi dei lavoratori, più sindacalizzati, quelli più anziani, quelli più “tosti” nel rivendicare i propri diritti, al fine di cambiarli con altri disoccupatiti che verrebbero assunti  con salari più bassi, con meno diritti, con meno tutele sindacali.
 
OGGI SIAMO ALL’SALTO FINALE CONTRO I CETI SUBORDINATI !
 
 
OLTRE ALLE COSE SOPRA RICORDATE, ABBIAMO BENZINA ALLE STELLE , GAS ALLE STELLE, ENERGIA ALLE STELLE, PREZZI DEI GENERI ALIMENTARI ALLE STELLE .
 
Tutti i prezzi hanno iniziato ad aumentare prima della guerra in Ucraina, non perché manca il gas o il petrolio , ma solo perché  con la ripresa economica dopo il lokdwon , le imprese hanno speculato aumentando i prezzi senza alcun controllo da parte dello Stato;
 
ad oggi, nonostante la guerra, il gas viene erogato normalmente dalla Russia ed anche le imprese petrolifere ,hanno tutto il petrolio che vogliono, ma esse vogliono incrementare i profitti
 
Inoltre a differenza di quello che la Meloni aveva promesso durante la sua campagna elettorale, lo Stato  incassa un'accise sulla benzina  del 39% ed un'iva del 22% su ogni litro di benzina per cui se la benzina aumentano anche le entrate per lo Stato a danno dei consumatori;
 Il governo ITALIANO potrebbe fare decidere i prezzi dal Cipe riducendoli e bloccandoli ma non lo fa per guadagnare di più con accise e iva.

ma la beffa maggiore sta nel fatto che mentre il governo,  mentre taglia sulla sanità pubblica, non trova i soldi per ridurre la benzina, il Gas, e tutte le altre tariffe e prezzi.... hanno trovato i soldi da destinare all’incremento degli armamenti NATO, portandoli dall’1,2% del PIL al 2% del PIL passando dagli attuali 29 miliardi di euro ai 42 miliardi di euro. Questo per esaudire una richiesta degli USA/NATO

 
In sostanza la realtà Italiana odierna,  non è segnata solo dalle due guerre in Ucraina ed a Gaza con lo sterminio del popolo Palestinese da parte Israeliana, ma dalla realtà sociale che    è anche essa  una guerra  che viene condotta dal governo e  dai capitalisti contro chi lavora, contro i poveri, che non solo ha  rimangiato quasi tutte le conquiste degli anni 70  e che  oggi stiamo assistendo ad una catastrofe sociale  . con un impoverimento di massa e milioni di persone che non hanno nemmeno più il cibo per sfamarsi come dimostrano i dati della Caritas.
 
In Italia ci sono  6,5  milioni di persone che non hanno il cibo per sfamarsi in povertà assoluta ...e 12 milioni di persone in povertà relativa.
 
Stiamo quindi vivendo una guerra sociale che ha causato catastrofe ed una situazione di regressione sociale, civile, culturale.
 
 

Umberto Franchi

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