Il Consiglio Mondiale della Pace condanna l’attacco all’Iran: “Grave atto di aggressione, rischio escalation globale”

di Laura Tussi - 03/03/2026
“Il Consiglio Mondiale della Pace esprime la propria ferma condanna nei confronti dell’azione militare condotta dagli Stati Uniti d’America e da Israele contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ritenendola un grave atto di aggressione che rischia di compromettere ulteriormente la stabilità del Medio Oriente.”
Il Consiglio Mondiale della Pace (World Peace Council) ha diffuso il 28 febbraio 2026 una dura dichiarazione di condanna nei confronti dell’azione militare condotta da Stati Uniti d’America e Israele contro la Repubblica Islamica dell’Iran, definendola “un grave atto di aggressione” capace di destabilizzare ulteriormente l’intero Medio Oriente.

In un documento dai toni netti, l’organizzazione internazionale per la pace denuncia il rischio di una nuova e pericolosa escalation in una regione già attraversata da conflitti protratti e tensioni geopolitiche profonde.

“Il Consiglio Mondiale della Pace esprime la propria ferma condanna nei confronti dell’azione militare condotta dagli Stati Uniti d’America e da Israele contro la Repubblica Islamica dell’Iran, ritenendola un grave atto di aggressione che rischia di compromettere ulteriormente la stabilità del Medio Oriente.”

Secondo il Consiglio, l’intervento si inserisce in un contesto segnato da un significativo rafforzamento della presenza militare nell’area, “il più consistente degli ultimi decenni”, e le motivazioni addotte a giustificazione dell’operazione “appaiono prive di fondamento convincente”.

“Tale intervento rappresenta, a giudizio del Consiglio, un’ulteriore escalation in una regione già segnata da conflitti protratti e profonde tensioni geopolitiche.”

Il richiamo alla comunità internazionale

Nel testo si sottolinea la responsabilità della comunità internazionale, inclusi gli alleati di Washington, nel valutare con rigore tanto la legittimità quanto le conseguenze dell’azione militare. “Un conflitto di questa portata espone l’intera regione al rischio di una pericolosa spirale di ritorsioni, con possibili ripercussioni su scala regionale e globale.”

Il Consiglio mette in guardia contro un effetto domino che potrebbe travalicare i confini mediorientali, incidendo sugli equilibri internazionali, sugli assetti energetici e sulla sicurezza globale.

La Carta ONU e il ruolo delle Nazioni Unite

Un passaggio centrale della dichiarazione riguarda il rispetto del diritto internazionale e della Nazioni Unite. “L’uso della forza al di fuori dei meccanismi previsti dal diritto internazionale costituisce una violazione dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e indebolisce ulteriormente il sistema multilaterale.”

Secondo il Consiglio Mondiale della Pace, proprio in questa fase critica il ruolo dell’ONU è “centrale e imprescindibile” per favorire una soluzione basata sul dialogo e sulla de-escalation, piuttosto che su un ulteriore ricorso alla forza.

Appello alla mobilitazione per la pace

La dichiarazione non si limita alla condanna istituzionale, ma lancia un appello diretto ai movimenti e alle organizzazioni impegnate per la pace. “Il Consiglio Mondiale della Pace invita i popoli e le organizzazioni impegnate per la pace a mobilitarsi con iniziative pubbliche, nel rispetto dei principi democratici, per chiedere la cessazione immediata delle ostilità e il ritorno al negoziato.”

L’invito è a promuovere manifestazioni, iniziative pubbliche e pressioni politiche affinché si torni rapidamente a un tavolo di confronto diplomatico.

Solidarietà al popolo iraniano e autodeterminazione

In chiusura, il Consiglio esprime solidarietà al popolo iraniano, riaffermando un principio cardine del diritto internazionale: l’autodeterminazione dei popoli.

“Esprime infine solidarietà al popolo iraniano, riaffermando il principio di autodeterminazione dei popoli e il diritto di ogni nazione a decidere liberamente il proprio futuro senza interferenze esterne.”

Il documento si conclude con un appello a ridurre la militarizzazione della regione e a costruire un quadro di sicurezza collettiva fondato su cooperazione, rispetto reciproco e soluzione pacifica delle controversie.

“Il Consiglio ribadisce la necessità di ridurre la militarizzazione della regione e di promuovere un quadro di sicurezza collettiva fondato sulla cooperazione, sul rispetto reciproco e sulla soluzione pacifica delle controversie.”

In un momento di crescente tensione internazionale, la presa di posizione del Consiglio Mondiale della Pace si inserisce nel dibattito globale sulla legittimità dell’uso della forza e sulla tenuta del sistema multilaterale, rilanciando con forza il tema del primato del diritto internazionale sulla logica delle armi.

Laura Tussi

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