Reato di detenzione di animali incompatibili con la loro natura

di Stefania Sarsini - Liberacittadinanza.it - 13/10/2021
Bovini confinati in ambienti angusti e umidi, pavimenti ricoperti da uno spesso strato di letame, tanto da raggiungere le ginocchia degli animali e limitarne la libertà di movimento. È quello che si sono trovati davanti durante il controllo in questo allevamento

La nostra ultima indagine, realizzata in un allevamento di mucche da latte della provincia di Brescia, fornitore del rinomato formaggio Grana Padano, non ha solo creato molta attenzione ma ha avuto anche un altro importante risvolto.

In seguito alla nostra segnalazione, i carabinieri del NAS e i veterinari dell’ATSdi Brescia sono infatti intervenuti nell’allevamento e hanno trovato diversianimali, in particolare vitelli, in pessime condizioni. Già in passato l’azienda, che alleva oltre settecento bovini, aveva mostrato non conformità. 

Bovini confinati in ambienti angusti e umidi, pavimenti ricoperti da uno spesso strato di letame, tanto da raggiungere le ginocchia degli animali e limitarne la libertà di movimento. È quello che si sono trovati davanti durante il controllo in questo allevamento.

I veterinari dell’ATS hanno accertato diverse violazioni alle norme sul benessere animale, con multe che sfiorano i 10 mila euro, e ha impartito numerose prescrizioni all’allevatore, che dovrà rispettare secondo un piano di interventi necessari a sanare le numerose carenze emerse.

Gli atti redatti in seguito al controllo verranno quindi trasmessi alla Procura della Repubblica di Brescia per il reato di detenzione di animali incompatibili con la loro naturae produttive di gravi sofferenze. Questo soprattutto a causa dello stato in cui vivevano gli animali, sofferenti e abbandonanti a loro stessi senza cure

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«Ogni nuova denuncia ed esposto che depositiamo fa sgretolare la retorica dei “casi isolati”. Abbiamo ormai ampiamente dimostrato che il sistema di allevamento intensivo nasconde molteplici illegalità e che i controlli sono largamente insufficienti: il fatto che questa situazione sia sfuggita per lungo tempo nonostante questo allevamento fosse già noto alle autorità ne è la dimostrazione». 

Alessandro Ricciuti, responsabile del team legale di Essere Animali

 

Ma il problema non sono solo le illegalità.

Può sembrare difficile da credere, ma alcune delle pratiche più crudeli documentate in questa indagine, e in quella che abbiamo già diffuso a luglio, sono consentite dalla legge. In particolar modo la separazione della madre dai vitelli e il loro confinamento in box singoli, dove non possono muoversi e soddisfare minimamente i bisogni etologici.

Non ci limitiamo a denunciare le illegalità, che pure sono frequenti negli allevamenti intensivi, ma vogliamo anche gettare luce su ciò che l’attuale legislazione in materia di benessere animale prevede e tollera

Per questo motivo insieme a 79 organizzazioni internazionali stiamo lavorando affinché venga effettuata una approfondita e completa revisione delle leggi UE sul benessere degli animali, per cambiare una volta per tutte questa situazione. 

Senza lasciare indietro nessun animale.

 

Ps: oggi è stata chiusa e verrà consegnata a breve la petizione della campagna europea No Animal Left Behind. Grazie se hai firmato e aggiunto la tua voce a quella di tantissimi cittadini che vogliono un futuro migliore per gli animali.

La campagna non finisce qui. Ora inizia un periodo importante con cui fino al 2023 continueremo a influenzare la Commissione europea e chiedere leggi migliori per gli animali.


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