Trump è il nuovo presidente americano

di Barbara Fois - Liberacittadinanza - 12/11/2016
Che Dio ci aiuti

Stiamo riemergendo lentamente dallo scioc delle elezioni americane: ha vinto Trump, c’è da non crederci... o invece sì? Il fatto stesso che una nullità pericolosa come lui abbia potuto candidarsi e arrivare fino alla casa bianca dimostra - come per altro sapevamo già da tempo - che in America chi ha i soldi è padrone del mondo. Può sottrarsi a processi, a condanne, ad accertamenti. Eppure sapevamo che almeno pagare le tasse era obbligatorio e ineludibile per tutti: l’esempio che si faceva sempre era quello di Al Capone  che finì in galera per aver evaso le tasse, però se la Clinton non ha mentito, il signor Trump è 18 anni che non paga le tasse e allora la domanda sorge spontanea, come diceva quel tale: come mai nessuno l'ha messo almeno sotto indagine? Cos’è cambiato? Mah….

La cosa più triste di tutta la vicenda però è che sia l'elettorato repubblicano serio, che quello democratico impegnato erano disperati davanti alla bassa qualità dei propri candidati. I repubblicani addirittura volevano dimettere d'ufficio il proprio candidato. Come mai tutto è rientrato? Magari c’entrano ancora una volta i soldi, o è solo una malignità? Mah…

Certo, se il candidato democratico contro Trump fosse stato Sanders la differenza di stile, di cultura, di intelligenza rispetto a quel razzista ottuso, volgare, molesto e maleducato sarebbe stata talmente evidente, da schiacciare il “frangetta” come un pidocchio. Invece fra Sanders e la Clinton il partito democratico ha scelto il candidato più inviso, antipatico e indifendibile, ma sostenuto dai poteri forti della finanza. Hanno inzuccherato la pillola amara nascondendosi dietro al genere: dopo un presidente afro-americano, faceva molto chic candidare una donna, senza pensare a quello che Hillary aveva combinato nel Medioriente.

Trump e Clinton

 

E adesso come l’Inghilterra dopo il Brexit, anche l’America si pente del proprio voto e di una elezione che creerà davvero molti problemi. E non solo in America.

Del resto se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, il cafone danaroso ha già fatto vedere di che pasta è fatto e ha già cacciato via il team che doveva completare il passaggio dall’amministrazione Obama alla propria, infilandoci invece figli e nipoti e ammonendo Obama a non occuparsi di politica estera, visto che a gennaio se ne deve andare. D’altra parte i soldi sono solo soldi, non hanno poteri taumaturgici, non possono fare di un buzzurro un signore.

Adesso saranno gli americani a vergognarsi del proprio capo di stato: noi l'abbiamo fatto per 20 anni, loro hanno davanti a sé solo 4 anni. Sopravviveranno. Oppure gli spareranno. Nella buona tradizione di quel paese. Certo, lui è pericolosissimo anche per il mondo: basti pensare a quel che ha detto sul clima, sulla sanità, alle sue esternazioni demenziali e offensive sulle donne, sui gay, sugli ispanici: c’è da temere il peggio. Il nostro faceva solo ridere, questo è pericoloso, ma il tempo che ha a disposizione è molto ridotto.

Trump con riporto

 

D’altra parte noi che ci possiamo fare? Noi abbiamo sopportato il cavaliere per un ventennio e non siamo stati ancora capaci di levarci dai piedi Renzi, certo non possiamo guardare con sufficienza gli americani. Ognuno ha i guai suoi, come si dice. Ed è inutile sperare che la vittoria del no al nostro referendum rimanderebbe Renzi nella natia Firenze: infatti mentre mesi fa proclamava che se avesse perso il referendum sarebbe tornato a casa, ora che questo esito sembra probabile, ha ritirato tutto e sostiene, con una faccia di bronzo degna di una campana, che resterà al suo posto. E certo: e che farebbe se dovesse andare a casa? Tornare a fare il mozzo, dopo aver ricoperto il grado di capitano della nave? Ma non ci pensa nemmeno!

 Ecco spiegato perché ha subito dato una leccatina al Trump. Il nostro Fregoli sta di nuovo per cambiare gabbana, con opportunistica determinazione: sempre più a destra, sempre verso il peggio. Del resto che gli importa? Non è mai stato di sinistra!

E noi, cari amici e compagni, che invece lo siamo sempre stati e siamo rimasti tenacemente di sinistra, nonostante tutto e tutti, in realtà nel panorama politico odierno dove siamo? Qualcuno ha una mappa?

Trump via lattea


Barbara Fois

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