RIFLESSIONE SULLA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM ALLE MODIFICHE COSTITUZIONALI
Il risultato referendario con il 54% degli elettori che hanno votato NO, ci dicono che è stata percepita la deriva politica del governo delle destre in atto, che volevano cambiare ed affossare gran parte della Costituzione nata dalla Resistenza.
Credo che l’alto numero dei votanti abbia anche un significato di presa una coscienza collettiva, non solo per fare argine al pericolo della messa in discussione dell’indipendenza della Magistratura , ma anche della necessità di cercare di opporsi e fare argine alla gravità della situazione sociale, civile, e di degrado culturale.
In Italia oltre tre anni di governo Meloni, la questione sociale non solo non è stata risolta ma è notevolmente peggiorata .
Credo che sia bene ricordare che la realtà odierna è fatta di 5,7 milioni di persone in povertà assoluta che non hanno cibo per sfamarsi; Abbiamo una povertà relativa che investe 8,7 milioni di persone che non c’è la fanno ad arrivare a fine mese; Abbiamo 4,5 milioni di persone che pur lavorando sono poveri e percepiscono meno di 1.000 euro al mese;
Abbiamo la media delle pensioni più basse d'Europa e l'età per andare in pensione più alta d'Europa;
abbiamo i salari più bassi d’Europa diminuiti del 15% negli ultimi 15 anni e del 3% rispetto al 1993;
abbiamo un sistema fiscale iniquo con legge fatta dal governo Meloni, con l'80% di tutte le risorse a carico dei lavoratori dipendenti e pensionati, mentre ai ricchi autonomi con la flat tax pagano solo 15% di ritenute fiscali, almeno 10 punti meno di chi lavora;
abbiamo una legge sugli appalti fatta dal governo Meloni, che prevede i subappalti a cascata al massimo ribasso , con la conseguenza dell'incremento dei morti sul lavoro ;
abbiamo ancora la legge "Biagi" voluta da Berlusconi nel 2003 quando la Meloni era ministra della gioventù , che prevede 45 forme di lavoro a termine, precario, flessibile, frantumato , con il 35% della forza lavoro priva di diritti;
abbiamo la sanità pubblica disastrata dai tagli fatti negli ultimi 30 anni ed il governo Meloni per il 2024/25 ha tagliato ulteriori 5 miliardi , ma ha aumentato le risorse per le cliniche private, alla faccia di chi è malato ed ha bisogno di cure;
abbiamo una scuola pericolante da terzo mondo, una didattica al servizio delle imprese che non forma e con gli insegnanti meno pagati d'Europa ;
abbiamo una Italia cementificata, con tracimazioni e crolli ad ogni acquazzone ma si continua a consumare suolo pubblico con opere come quelle chiamate "Assi Viari" a Lucca fatte al solo fine di speculare.
Contemporaneamente il governo della Meloni ha deciso di incrementare le spese militari per il 2025/30 di 145 miliardi di euro entro 7 anni pari al 5% del PIL, come richiesto da TRUMP/USA/NATO;
E’ In questo contesto che è nato Comitato per il NO sia a livello nazionale e periferico. E’ in questa realtà che anche a Lucca siamo riusciti a costituire un Comitato con 23 Associazioni, Sindacati e forze politiche e con 138 adesioni individuali che si sono aggregati al di la delle diverse posizioni politiche, percependo la gravità della realtà che viviamo e per fare vincere il NO .
Oggi con la vittoria del NO, viviamo una fase assimilabile a quella della vittoria negli anni 70 del referendum sul Divorzio e del referendum sull’Aborto.
Ma a mio parere sbaglieremo se non riuscissimo a collegare il nesso tra la Difesa della Costituzione e lo scontro politico in atto che da una parte si manifesta con le scelte di governo classiste e contrarie agli interessi dei ceti subordinati e che crea il disastro sociale sopra descritto e dall’altra , chi governa il Paese si pone sostanzialmente al servizio delle oligarchie, caste e lobby... con atti di governo , decreti leggi , che garantiscono impunità alla casta al potere ed ai "poteri forti" economici e finanziari, con il tentativo di costruire di un regime che è andato avanti , prima con la legge del luglio 2024 a tutela "dei colletti bianchi" ; dopo la legge n. 1660 sulla sicurezza contro chi dissente; la legge di "riforma della Corte dei Conti" ; la seconda legge sulla sicurezza perfino con il fermo di polizia per i "sospetti"; quella sulle "autonomie differenziate" ... per arrivare ad attaccare nel profondo la Costituzione al fine di mettere la magistratura " al guinzaglio del governo"... per poi procedere anche con la legge elettorale truffa ed il Premierato Forte. Questo tentativo con il NO ha sicuramente subito un arresto… ma non basta.
A Lucca abbiamo costruito qualche cosa di importante … abbiamo trovato molte volenterose/i che hanno lavorato molto e bene ed il 55% dei voti al NO, sono il frutto dell’impegno profuso da molti. Spero che non disperderemo ciò che abbiamo costruito e che ci troveremo nuovamente non solo per difendere la Costituzione, la democrazia, la pace , ma penso che ci sarà ancora bisogno di ritrovarci e continuare la battaglia per cambiare la realtà sociale, civile, politica, culturale, dell’Italia di Lucca e la sua Piana anche dopo il referendum…
Umberto Franchi Componente il Comitato per il NO di Lucca


