Gratteri: “la Cartabia non sa nulla”. E Concita quasi sviene

di Daniela Ranieri - ilfattoquotidiano.it - 31/07/2021
Video dell'intervista a Nicola Gratteri a valanga: Io posso dire che è la peggiore riforma che io abbia mai letto

In effetti era difficile sapere prima – ci mettiamo nei panni dei conduttori del talk In Onda – cosa pensasse della riforma Cartabia il Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, uno che nel video di presentazione dice in maniera molto sfumata: “Uno dei punti della riforma è l’improcedibilità dell’azione penale; la conseguenza sarà una diminuzione del livello di sicurezza della nazione, perché conviene delinquere”. Dall’ambiguità di queste parole è sortita la mattanza di giovedì su La7. Ne trascriviamo i punti salienti perché pare di leggere Gogol’. Gratteri: “I 5Stelle sono riusciti a ottenere che per i reati di mafia non ci sia la ghigliottina” (Concita De Gregorio aveva appena finito di dire che il grande perdente era il M5S).

“Ci siamo dimenticati tutti i reati che riguardano la Pubblica amministrazione: peculato, corruzione, concussione, bancarotta”, che per i politici sono specialità olimpiche (Woody Allen: “Perché sta elencando i miei pregi?”). Qui si consuma il primo atto del dramma: in studio aleggia il convincimento che la riforma era già perfetta prima, tuttavia la magnanimità di Draghi e Cartabia ha fatto sì che venissero accolte le modifiche volute da quei rompipalle di Conte e 5Stelle. Gratteri: “Avete pensato alle parti offese? Il treno di Livorno, la funivia, il ponte di Genova: non si farà in tempo a celebrarli”, e fa l’esempio dell’oncologo che visita 60 pazienti su 80 prenotati, e gli altri 20 muoiano pure.

Cominciano a brillare i nasi sotto le luci dello studio. A saperlo, che le cose si mettevano in modo così serio! De Gregorio: “Nell’obbligo di fare più presto, perché questo chiede l’Europa, si può decidere di accorciare il tempo… o fai a meno del tempo o fai a meno della giustizia”. Gratteri, esterrefatto: “Come si accorcia il tempo? Forse nessuno vi ha detto che da un anno e mezzo non si fanno concorsi in magistratura”. De Gregorio, semplicemente sconvolta: “Ma lei pensa che questo la ministra Cartabia non lo sappia?”. Poteva finire qui, come in un film dei Coen. Invece Gratteri, candido: “Non lo so. Fino alla settimana scorsa ha fatto il professore universitario”. Se non ci si mette a strillare è perché si è tra gente studiata. Parenzo è sulla strada giusta: “Quindi questa non è una buona riforma?”. Gratteri usa una perifrasi, un’attenuazione: “È la peggiore riforma che abbia mai letto. Sono in magistratura dall’86. Una cosa peggiore di questa non l’ho mai letta”.

De Gregorio, nei cieli dell’incredulità: “Peggio della Bonafede?!”. Cioè, la riforma peggiore che viene in mente a una editorialista di Repubblica non sono quelle di Berlusconi – la Castelli, il processo breve, i legittimi impedimenti, le leggi ad personam: è la Bonafede; la quale, essendo la riforma che questa oblitera, Gratteri deve per logica disprezzare meno. Parenzo ci è arrivato: “Aspetta: peggio dei governi Berlusconi?”.

De Gregorio: “No vabbè, aspetta un attimo. Procediamo con ordine”, e cerca nei brogliacci una fondamentale dichiarazione di Calenda: “Una grande notizia per la giustizia italiana!”. L’imbarazzo è totale. Annichilente. Gratteri, non convinto con la carta dell’autorevole Calenda, elenca soluzioni per accelerare i processi, ma i conduttori lo dileggiano (“Ah ah, sta scrivendo la nuova riforma della Giustizia!”).

Gratteri: “Non vi interessano le alternative a questo sfascio”. Il terzo atto vira in tragedia. Parenzo: “Sfascio! Noi abbiamo un governo tecnico con l’uomo che vorrebbe tutta Europa!”. Gratteri sposa la mozione Travaglio: “Draghi è esperto di finanza, non di sicurezza né di giustizia. Infatti alla Giustizia ha messo la Cartabia”. Strike, praticamente. Indi il phon cartabico di Travaglio, molto stigmatizzato in quanto sessista, viene avvalorato da Gratteri se non altro come termine in absentia: “Non è mai stata in un’aula di tribunale”. Sarà imperseguibile anche il phon contumace?

Il brivido che ti dà una riforma che i processi li sega invece di celebrarli, per di più fatta dal Governo dei Giusti, non te la dà niente e nessuno. Nemmeno una riforma di Berlusconi.

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