Appello per cessare il fuoco in Medio Oriente

di Autori vari - 23/10/2023
Occorre la capacità di andare oltre la reazione immediata agli attentati e alle reazioni che ne sono seguite per costruire una pace duratura. La pace non può essere la vittoria o la supremazia militare di una parte sull’altra.

Non possiamo assistere impotenti ad una deriva bellicista che rischia non solo di fare pagare ad Israele un prezzo troppo alto ma di provocare un numero incalcolabile di vittime civili palestinesi e di allargare il conflitto, fino a creare nel Medio Oriente una situazione incontrollabile.

Il terrorismo nelle operazioni di Hamas va sconfitto e messo in condizioni di non nuocere più ma proprio per questo è un errore grave non distinguere tra civili e i terroristi. Le armi, anche le più sofisticate, non bastano per vincere il terrorismo, occorre riuscire ad isolarlo dalla maggioranza della popolazione palestinese a cui va offerta una prospettiva di uscita dalla guerra e dalle sue tragiche conseguenze. La guerra deve lasciare il passo alla politica e alla capacità di costruire soluzioni positive.

Ci rivolgiamo al Parlamento e al Governo italiano - in sintonia con quanto affermato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e a sostegno dell’UNRWA e delle organizzazioni umanitarie presenti a Gaza - affinchè si impegnino in ogni sede europea ed internazionale per interrompere la spirale di violenza in Medio Oriente, puntando in particolare a

-        Cessate il fuoco per arrestare le perdite di altre vite umane;

-        Protezione prioritaria della popolazione civile, assicurando la disponibilità di acqua, energia, assistenza sanitaria e quindi l’accesso a Gaza di aiuti umanitari;

-        Liberazione degli ostaggi e dei prigionieri;

-        Rispetto del diritto internazionale ed umanitario da parte di tutti i contendenti.

-        Convocazione di una conferenza internazionale di pace sotto l’egida e la garanzia dell’Onu, per risolvere il conflitto israelo-palestinese, partendo dalle precedenti risoluzioni Onu e verificando la praticabilità della formula “due popoli, due stati”.

Occorre la capacità di andare oltre la reazione immediata agli attentati e alle reazioni che ne sono seguite per costruire una pace duratura. La pace non può essere la vittoria o la supremazia militare di una parte sull’altra. Le vendette e le punizioni collettive non portano a nessuna soluzione politica. Soltanto il riconoscimento di eguale dignità ed eguali diritti per tutti può aprire la strada per la riconciliazione e la pace. Ci impegneremo per fare riuscire le manifestazioni convocate per il 27 ottobre.

Mario Agostinelli, Francesco Baicchi, Mauro Beschi, Maria Agostina Cabiddu, Giuseppe Cassini, Luigi Ferrajoli, Domenico Gallo, Alfonso Gianni, Alfiero Grandi, Silvia Manderino, Luca Mori, Roberta Maria Nicoletti, Antonio Pileggi, Maria Ricciardi, Giulia Venia, Massimo Villone, Vincenzo Vita, Mauro Volpi.

per aderire organizzazion.com.referendum@gmail.com

 

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Stefano Paterna
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