La follia del nucleare: per discutere pace, disarmo e futuro dell’umanità

di Laura Tussi - 08/02/2026
La follia del nucleare: un incontro online promosso da Mondo senza guerre e senza violenza insieme a Argonauti per la pace

Martedì 13 gennaio 2026 una diretta online ha offerto un’occasione di riflessione urgente sul tema del nucleare e della sua crescente centralità nel dibattito globale, con la presentazione del libro La follia del nucleare: un appello per il disarmo universale con la rete ICAN. L’evento, trasmesso in diretta su Facebook e successivamente caricato su YouTube, è stato promosso da Mondo senza guerre e senza violenza insieme a Argonauti per la pace, e ha richiamato l’attenzione su una questione che negli ultimi mesi è salita al centro dell’agenda internazionale: la persistenza della minaccia atomica e la necessità di un’immediata mobilitazione civile per il disarmo nucleare.

Il 7 luglio 2017 si è verificata la svolta storica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari – TPAN, caratterizzata anche dal successivo riconoscimento, a fine anno, alla sede dell'ONU a Palazzo di Vetro a New York dal ruolo della società civile, con 122 nazioni e la società civile organizzata in ICAN a cui in seguito è stato conferito appunto il premio Nobel per la pace alla Rete ICAN (International campaign to abolish nuclear weapons).

Allo stesso tempo sembra però profilarsi all’orizzonte una nuova “guerra fredda” e il rischio di un conflitto nucleare comincia a riaffacciarsi persino nella consapevolezza pubblica, come si legge nella prefazione di Alex Zanotelli e nell’introduzione di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici.

La spinta propulsiva del “percorso umanitario” verso il disarmo nucleare, sfociato nel TPAN, può subire rallentamenti. Il rilancio, perciò, dovrebbe passare anche per la via di nuovi percorsi complementari, in particolare attraverso la sua integrazione nel percorso di Parigi per il contrasto al cambiamento climatico.

È a partire dalla situazione sopra delineata che, in questo libro, gli autori intendono proporre una riflessione critica ed innovativa sulla “follia” o peggio alla criminalità del problema nucleare (detto mediaticamente “atomico”) nei suoi multiformi aspetti tecnici, sociali e politici. Evidenziano la possibilità che una guerra nucleare possa essere scatenata per errore, le conseguenze cataclismatiche di un conflitto atomico, anche limitato, per il clima e per l’ambiente, l’esistenza di complessi militari industriali energetici e fossili, il nesso tra nucleare civile e nucleare militare ed infine il trattamento, più che problematico, delle scorie radioattive.

Il dibattito ha visto protagonisti alcuni degli autori del libro, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, che hanno introdotto il testo ponendolo nel solco della campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), la rete che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2017 proprio per il suo impegno nel promuovere il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW). Il libro raccoglie contributi e riflessioni di accademici, attivisti e studiosi impegnati da anni nella lotta contro l’atomica e nei processi che mirano a rendere effettivo il bando di tali armi.

La seconda edizione del libro La follia del nucleare è stata realizzata da Mimesis Edizioni e dagli Autori in concomitanza con il premio Nobel per la Pace a Ican per il disarmo nucleare universale.

Il confronto online si è sviluppato all’interno di un clima di crescente preoccupazione: secondo gli organizzatori, l’aumento delle tensioni geopolitiche e il possibile impiego di tecnologie autonome nei sistemi d’arma stanno avvicinando il mondo al rischio concreto di un conflitto nucleare o di incidenti catastrofici.

In questo contesto, la distinzione tra nucleare civile e militare rischia di sfumare, alimentando paure che vanno ben oltre la semplice agenda energetica per coinvolgere interi modelli di sicurezza internazionale.

All’evento in diretta Facebook e Youtube hanno preso parte anche Paolo Ferrero e Giorgio Mancuso, che hanno ribadito l’urgenza di un impegno coerente per il disarmo e per nuove politiche di sicurezza che non si fondino sulla logica della deterrenza e della supremazia militare. Il dialogo ha sottolineato come il problema nucleare sia anche un tema di democrazia e partecipazione: renderlo centrale nel dibattito pubblico significa coinvolgere cittadini, istituzioni e culture politiche diverse in una convergenza di intenti per un mondo senza armi atomiche.

L’incontro ha affrontato anche il ruolo dell’intelligenza artificiale nella gestione degli arsenali strategici, un elemento che secondo i relatori aggiunge un ulteriore livello di rischio esistenziale. L’uso crescente di algoritmi nei sistemi di deterrenza e di risposta automatizzata può, se non regolato, portare a errori irreversibili con conseguenze globali. Per gli organizzatori, questi argomenti richiedono non solo attenzione ma anche mobilitazione: la consapevolezza pubblica, informata e critica, è vista come un primo passo indispensabile per sollecitare decisioni politiche orientate al disarmo.

La diretta streaming ha reso l’iniziativa accessibile a numerosi utenti in diverse parti del mondo, favorendo il coinvolgimento di osservatori esterni e di reti pacifiste transnazionali. In archiviazione sul canale YouTube degli organizzatori, la registrazione intende servire da strumento di sensibilizzazione continuo, in un momento in cui la questione nucleare cessa di essere un tema per soli esperti per divenire una priorità per la comunità umana globale.

In un’epoca in cui conflitti regionali, rivalità di potenza e instabilità politica sembrano allontanare ogni prospettiva di pace duratura, incontri come quello del 13 gennaio rappresentano un tentativo di ribaltare la narrazione dominante e di proporre una visione alternativa: una visione in cui l’eliminazione delle armi nucleari non sia soltanto auspicabile, ma praticabile, attraverso la costruzione di movimenti sociali coesi e di alleanze internazionali per la vita, la sicurezza e la dignità di tutti.

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